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West Nile, Rete IZS con Il Ministero della Salute e gli Enti Locali: Strategia condivisa per contrastare il virus

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West Nile, Rete IZS con Il Ministero della Salute e gli Enti Locali: Strategia condivisa per contrastare il virus

La West Nile non è nuova: già all’inizio degli anni 2000, tra le prime regioni italiane ad essere colpite dalla West Nile, l’Emilia Romagna ha fin da subito sviluppato uno dei piani di sorveglianza più articolati e capillari, come racconta il dottor Giuseppe Merialdi, Direttore del Dipartimento Area Territoriale Emilia Romagna IZS Lombardia ed Emilia Romagna. “Monitoriamo il territorio attraverso trappole a CO2 per zanzare, distribuite in modo omogeneo e capillare soprattutto nelle aree di pianura, ambiente ideale per la zanzara Culex. Le trappole funzionano grazie al ghiaccio secco che libera anidride carbonica, attirando gli insetti. Una volta catturate, le zanzare vengono campionate nei nostri laboratori e analizzate: appena intercettato il virus, scatta immediatamente la componente di controllo di sanità pubblica regionale sulle sacche di sangue“.
Una volta individuato il virus, i campioni vengono immediatamente inviati all’IZS di Teramo, che dal 1991 è Centro di Referenza Nazionale per le Malattie Esotiche (CESME). “Il nostro compito – spiega il Direttore Generale Nicola D’Alterio – è effettuare i test di conferma, fornire supporto tecnico-scientifico, elaborare i dati e coordinare le attività diagnostiche. Quando viene confermato un primo caso in una provincia, si attiva immediatamente un sistema coordinato: i risultati sono trasmessi a tutte le autorità competenti e vengono attivati screening obbligatori dei donatori di sangue e organi nella provincia interessata, per prevenire così il rischio di trasmissione

Il monitoraggio della West Nile rappresenta uno dei casi più efficaci di applicazione concreta dell’approccio One Health: un modello di sorveglianza integrata fondato sulla collaborazione tra la Rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, il Ministero della Salute, il Centro di Referenza Nazionale per le Malattie Esotiche (CESME), l’Istituto Superiore di Sanità, gli Enti Locali, il Centro Nazionale Trapianti, il Centro Nazionale Sangue, le strutture ospedaliere e i Servizi Veterinari Locali.
Il piano, già strutturato a livello nazionale, si è attivato immediatamente nel Lazio dopo il primo caso di contagio, mettendo in atto sia procedure previste che la cabina di regia tra Ministero della Salute, Regione Lazio e Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana: “Abbiamo affrontato la situazione con tempestività e determinazione, in stretto coordinamento con la Regione Lazio e il Ministero della Salute”, spiega Stefano Palomba, Commissario straordinario dell’Istituto. “Stiamo eseguendo analisi e rilievi in un raggio di cinque chilometri nella zona in cui si è verificato il caso purtroppo fatale. È ragionevole pensare che amplieremo questa area, coinvolgendo tutto l’Agropontino. I nostri operatori effettuano prelievi di sangue sui cavalli negli allevamenti (soggetti a fondo cieco e quindi non trasmettono il virus), per garantire un monitoraggio immediato della diffusione. Contestualmente, attraverso il potenziamento del sistema di trappole già attivo per la cattura delle zanzare: l’analisi degli esemplari raccolti ci permetterà di valutare la loro positività e l’eventuale rimodulazione degli interventi. Sotto osservazione anche corvi e passeri, che possono fungere da vettori alati e trasformarsi in serbatoi del virus per l’uomo.

Fonte The Skill

Premiato un poster di ricerca del Centro di Referenza per i Metodi alternativi alla sperimentazione animale

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Premiato un poster di ricerca del Centro di Referenza per i Metodi alternativi alla sperimentazione animale

In occasione del 78° Congresso annuale SISVet (Società Italiana Scienze Veterinarie), tenutosi in Sicilia dal 10 al 12 Giugno 2025, il lavoro “Development of cell culture model using immortalised cell line and ALI system for influenza A virus research” è stato premiato come miglior poster ANIV (Associazione Nazionale Infettivologi Veterinari). La dr.ssa Martina Angela Checco, collaboratore della ricerca presso il Centro di Referenza per i Metodi Alternativi, Benessere e Cura degli Animali da Laboratorio, ha sviluppato uno studio relativo alla messa punto di un modello cellulare applicabile alla ricerca sull’influenza aviaria. Tale tematica si inserisce nell’ambito dell’attività svolta dal Centro di Referenza in un’ottica di applicazione del principio delle 3R che, in questo caso specifico, ha evidenziato un approccio pratico nell’ambito delle colture cellulari come possibile sostituzione (replacement) del modello animale.

Il lavoro aveva lo scopo di sviluppare un sistema innovativo utilizzando la metodologia ad interfaccia aria-liquido (ALI). La coltura ALI permette di ricostruire l’epitelio pseudostratificato delle vie aeree, permettendo un miglior differenziamento cellulare ed imitando le caratteristiche del tratto respiratorio superiore; inoltre, può essere utilizzata per monitorare le potenziali cambiamenti di tipo patogenetico dei diversi biotipi del virus dell’influenza.

Lo studio è stato svolto grazie al finanziamento del Ministero della Salute, nell’ambito del Progetto Ministeriale “Sviluppo di un modello in vitro basato sull’impiego di bioreattore per la valutazione della capacità infettante e replicativa di virus suini” (MINSAL_BIOREATTORESUI) ed ha permesso di ottenere risultati preliminari promettenti per il proseguimento delle attività del Centro di Referenza, orientate verso un miglioramento delle metodiche in vitro in ambito diagnostico e di ricerca.

L’approccio più consapevole ed etico da parte dei ricercatori che lavorano nel campo della sperimentazione animale, sta portando ad una maggiore consapevolezza dell’importanza di un approccio non animal based, funzionale all’applicazione del principio delle 3R, che inizia con refinement e reduction per tendere, come nel nostro caso, ad un replacement del modello animale con quello in vitro.

Lumpy Skin Disease (LSD), l’impegno della Rete degli Istituti

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Lumpy Skin Disease (LSD), l’impegno della Rete degli Istituti

Studiare i virus e intercettarli, eseguire test diagnostici in maniera tempestiva sull’intero territorio italiano: è il lavoro, quotidiano e instancabile, della Rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali Italiani, che conta 10 sedi centrali, più di 90 sezioni territoriali ed esegue oltre 25 milioni di analisi ogni anno.

Non fa eccezione la Lumpy Skin Disease (LSD), o dermatite nodulare contagiosa, che, da circa un mese ha visto l’intera Rete in prima linea, con un ruolo centrale per l’IZS della Sardegna e l’IZS di Teramo, dal 1991 Centro di Referenza per le malattie esotiche degli animali (CESME), impegnata nelle attività di monitoraggio e sorveglianza in sinergia con il Ministero della Salute, le Autorità regionali ed il Centro di Referenza Nazionale per l’Epidemiologia Veterinaria, la Programmazione, l’Informazione e l’Analisi del Rischio (COVEPI).

Sono 20 i focolai di dermatite nodulare contagiosa confermati in Sardegna oggi. Una malattia virale che colpisce i bovini e che, in poche settimane, ha fatto registrare una rapida diffusione sull’isola. Il primo caso italiano è stato confermato lo scorso 21 giugno in provincia di Nuoro e, poi, un nuovo focolaio in un allevamento in provincia di Mantova, estinto nel giro di pochi giorni mediante l’abbattimento dei bovini.

Si tratta di una patologia che è ben nota a livello internazionale: identificata per la prima volta in Zambia negli anni ’20, la LSD si è poi diffusa in modo endemico in gran parte dell’Africa, per arrivare, negli ultimi anni, anche in Medio Oriente, Asia ed Europa dell’Est. L’Italia, che era rimasta fino a un mese fa indenne, con il primo focolaio sardo e, poi, con quello lombardo, ha perso lo status di Paese “LSD free”. La LSD è classificata come malattia di categoria A nel Regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882: una categoria riservata alle patologie che normalmente non si manifestano nell’Unione Europea e che impongono l’adozione immediata di misure di eradicazione.

«La priorità in questa prima fase è stata confinare la malattia» ha dichiarato Simonetta Cherchi, Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna. «E definire rapidamente – insieme alle Autorità regionali, al Ministero e al Centro di Referenza Nazionale per l’Epidemiologia Veterinaria, la Programmazione, l’Informazione e l’Analisi del Rischio (COVEPI) – la strategia di contrasto all’infezione. Adesso è fondamentale il supporto degli allevatori: nei prossimi giorni inizieranno le vaccinazioni. Vaccinare i capi nel più breve tempo possibile può fare la differenza per contrastare la malattia».

Il virus si trasmette principalmente attraverso insetti vettori come mosche, zanzare e zecche, e più raramente per contatto diretto tra animali. È presente in particolare nelle lesioni cutanee, croste, noduli, saliva, secrezioni respiratorie, latte e materiale seminale. L’infezione può avvenire anche tramite alimenti e acqua contaminati.

Benché il virus non si trasmetta all’uomo, ha un impatto sanitario ed economico rilevante: causa una riduzione della produzione di latte, aborti, danni alla qualità delle carni e delle pelli, con conseguenze gravi per le aziende. Le misure di contenimento includono blocco delle movimentazioni, vaccinazione e abbattimento dei capi infetti. «Le istituzioni e le autorità stanno lavorando in sinergia per ridurre al minimo gli impatti sanitari ed economici della malattia – prosegue la Direttrice Generale dell’Istituto –, adottando tutte le misure previste dalle normative europee. Solo grazie ad una applicazione efficace e tempestiva delle procedure e alla collaborazione degli allevatori, si potranno mitigare gli effetti sugli allevamenti».

Sin dai primi casi, dunque, il personale dell’IZS della Sardegna, dell’IZS di Teramo e dell’intera Rete è stato operativo per supportare le autorità nelle visite cliniche, nei campionamenti e nella sorveglianza entomologica. I laboratori degli Istituti sono infatti stati autorizzati dal Ministero ad eseguire tutti gli esami per la diagnosi ufficiale, oggi garantita in 24 ore.

«Più che mai in questa situazione, la Rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali è una risorsa fondamentale in termini di professionalità, mezzi e strutture. La nostra Rete garantisce una costante attività di sorveglianza e monitoraggio e rappresenta una garanzia per la salute pubblica», ha concluso la Dott.ssa Cherchi, sottolineando il ruolo strategico della Rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali

Fonte: The skill

Link alla registrazione e ai materiali del Webinar sulla Lumpy Skin Disease

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Link alla registrazione e ai materiali del Webinar sulla Lumpy skin disease
Si informa che la registrazione dell’evento di divulgazione ed informazione sulla Lumpy Skin disease tenutosi il 3 luglio u.s., organizzato dal Centro di Referenza Nazionale per le malattie esotiche degli animali (CESME) dell’IZS dell’Abruzzo e del Molise d’intesa con questa Direzione Generale, e i materiali didattici presentati dai docenti, sono ora disponibili online al seguente link: https://formazione.izs.it/it/articoli/webinar-lumpy-skin-disease.htm

Benessere animale e Commissione Europea, l’intervento di IZSLER

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Benessere animale e Commissione Europea, l’intervento di IZSLER

E’ in corso oggi, 30 giugno 2025 la 17ma riunione della Piattaforma Europea sul Benessere Animale (EU Platform on Animal Welfare) presso la commissione Europea. Su diretto invito della Commissione ha partecipato la Direzione Strategica di IZSLER.

L’evento ha visto coinvolti circa 100 rappresentanti delle maggiori organizzazioni internazionali, sia dal punto di vista istituzionale, scientifico, produttivo e di numerose associazioni di portatori di interesse di tutti i paesi europei.

Obiettivo della riunione è stato di discutere degli elementi chiave alla base della revisione della normativa europea sul benessere animale, con particolare riferimento all’allevamento suino. Gli aspetti trattati impattano infatti non solo sul benessere degli animali, ma anche sulla sostenibilità economica e ambientale senza trascurare il benessere degli allevatori e degli addetti ai lavori. L’armonizzazione della normativa europea non può non prendere in considerazione tutti gli aspetti e le variabili di allevamento esistenti nei differenti paesi europei.

Sono stati presentati dati scientifici oltre che posizioni di interesse delle differenti associazioni.

L’interesse internazionale per parametri scientifici ed indicatori oggettivi ha spinto la Commissione Europea a coinvolgere IZSLER per il lavoro fatto insieme al Ministero della Salute e delle regioni Lombardia ed Emilia Romagna nella costruzione di Classyfarm.

Nella visione della Commissione il sistema italiano rappresenta un modello per la valutazione del benessere, ma ciò che lo rende strategico è la sua intrinseca capacità di integrare i dati del consumo di farmaco delineandone la sua corretta gestione, definendo indicatori per il miglioramento dello stato sanitario e di conseguenza del benessere animale favorendo la riduzione del consumo di antimicrobici in linea con la lotta all’antimicrobico resistenza.

L’ulteriore sviluppo degli strumenti per la verifica dello stato di benessere degli animali allevati attraverso la valutazione delle lesioni al macello, mediante avanzati strumenti di analisi dell’immagine basati su tecnologie supportate dall’intelligenza artificiale è stato oggetto di particolare interesse sia dei rappresentanti della Commissione che dei partecipanti.

I temi trattati hanno contribuito a consolidare il percorso della commissione sulla modernizzazione della normativa europea sul benessere animale.

L’evento prosegue per tutta la giornata e si concluderà in serata.

Pubblicate le nuove Linee Guida per la Corretta Colostratura dei Vitello

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Pubblicate le nuove Linee Guida per la Corretta Colostratura dei Vitello

A tutela del benessere dei vitelli e a seguito dei risultati emersi da progetti di ricerca condotti dal Centro di Referenza Nazionale per il Benessere Animale in collaborazione con altri IIZZSS (IZS del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, IZS del Mezzogiorno e IZS delle Venezie) e con la ATS di Brescia, il Ministero della Salute ha ritenuto necessario richiedere specifiche Linee Guida sulla corretta colostratura del vitello, sia bovino che bufalino, destinate ai Veterinari ufficiali, ai liberi professionisti e agli allevatori. L’obiettivo è fornire uno strumento tecnico operativo di supporto all’applicazione del D.Lgs 126/2011 e delle recenti ordinanze emesse dal Ministero (0008590-25/03/2025-DGSAF-MDS-P e 0014259- DGSAF-MDS-P) sui controlli Ufficiali per la tutela del benessere dei vitelli nel primo mese di vita in allevamenti da latte e centri di raccolta.

Le Linee Guida per la corretta Colostratura del Vitello sono state redatte dal Centro di Referenza Nazionale per il Benessere Animale (CReNBA), in collaborazione con il Centro di Referenza Nazionale sull’Igiene e le Tecnologie dell’Allevamento e delle Produzioni Bufaline (CReNBuf ).

Il documento nasce dallo studio della più recente bibliografia scientifica sull’argomento e dall’esperienza raccolta direttamente sul campo nei progetti di ricerca citati.

Le linee guida e note ministeriali sono consultabili integralmente nella sezione Formazione del sito ufficiale del CReNBA.

Comparsa della Lumpy Skin disease (LSD) nel territorio italiano

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Comparsa della Lumpy Skin disease (LSD) nel territorio italiano

A distanza di pochi giorni da un caso di Lumpy Skin Disease (LSD) in Sardegna è stato confermato un nuovo caso della malattia in un allevamento di Porto Mantovano (MN), collegato all’introduzione di un capo proveniente dal primo focolaio osservato in provincia di Nuoro (Sardegna).

Sono iniziati i provvedimenti di estinzione del focolaio e verranno istituite, su indicazione del Ministero della Salute, zone di protezione e sorveglianza nelle province di Mantova, Cremona, Brescia, e in parte delle regioni Emilia-Romagna e Veneto, con restrizioni per allevamenti bovini e ovi-caprini.

La LSD , in italiano, Dermatite Nodulare Contagiosa è una malattia virale che colpisce i bovini, non è trasmissibile all’uomo. La malattia si diffonde principalmente tramite vettori (insetti ematofagi mosche, zanzare e zecche). Negli animali si osservano febbre, riduzione della produzione di latte, presenza di noduli cutanei, e morte nei casi più gravi.

Il Ministero della Salute e la Regione Lombardia hanno diffuso circolari ad hoc per la gestione della malattia : Nota del Ministero della salute , Nota di Regione Lombardia.

Per quanti desiderano conoscere di più sulla malattia è stata predisposta dalla Virologia di IZSLER  un scheda aggiornata scaricabile : Scheda Lumpy Skin Disease.

Studio degli indicatori di benessere nelle fasi di macellazione dei volatili

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Studio degli indicatori di benessere nelle fasi di macellazione dei volatili

Il Centro di Referenza Europeo per il benessere dei volatili e delle piccole specie (EURCAW-SFA) al quale IZSLER partecipa, ha avviato uno studio tecnico per valutare la prevalenza e la ripetibilità tra diversi osservatori degli indicatori più validi e fattibili basati sugli animali, per valutare lo stato di coscienza nelle anatre dopo lo stordimento con bagno d’acqua, sia prima che durante il dissanguamento. Lo studio mira inoltre a valutare l’efficacia dello stordimento dei principali parametri elettrici attualmente utilizzati in diversi macelli. Le visite ai macelli commerciali in Spagna, Italia, Francia e Paesi Bassi proseguiranno nei prossimi mesi. Oltre alla revisione finale, la cui consegna è prevista entro la fine del 2026, verrà pubblicata una specifica scheda informativa. Questi materiali proporranno indicatori affidabili e pratici per valutare lo stato di coscienza nelle anatre dopo lo stordimento con bagno d’acqua in condizioni commerciali. Allo studio partecipano anche esperti IZSLER sul benessere dei volatili allevati. Il gruppo ha pubblicato di recente un articolo dedicato agli indicatori di coscienza nello stordimento dei volatili sulla rivista Animals.(foto EURCAW-SFA)

Utilizzo prudente degli antibiotici nell’allevamento suino, una nuova revisione della linea guida

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Utilizzo prudente degli antibiotici nell’allevamento suino, una nuova revisione della linea guida

Comunicato

Il Ministero della Salute rende disponibile la seconda revisione delle Linee guida sull’uso prudente degli antibiotici nell’allevamento suino, elaborate con l’obiettivo di promuovere un impiego sempre più responsabile degli antibiotici in questa filiera. Il documento è il risultato di un approfondito lavoro di aggiornamento condotto da parte di un gruppo multidisciplinare composto da rappresentanti delle autorità competenti a livello centrale, regionale e locale, Istituti Zooprofilattici Sperimentali, università, medici veterinari libero professionisti. La revisione tiene conto delle più recenti disposizioni normative, europee e nazionali, nonché dei nuovi aggiornamenti scientifici.

Le Linee guida sono state condivise e approvate dalla Società Italiana di Patologia ed Allevamento dei Suini (SIPAS). Esse si propongono come strumento non cogente, utile per condividere le problematiche poste dalla resistenza agli antibiotici fra medici veterinari che operano nel settore della produzione primaria e quelli impiegati in istituzioni pubbliche, in un’ottica di collaborazione e confronto costante tra autorità competenti, operatori e professionisti, circa le scelte ragionate ed appropriate di trattamento dell’animale, nel rispetto della salute animale, della salute pubblica e dell’ambiente, secondo il principio One Health.
Per l’Istituto Zooprofilattico della Lombardia ed Emilia-Romagna hanno contribuito come per le precedenti edizioni Patrizia Bassi, Giuseppe Merialdi e Andrea Luppi.

Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare: la Rete IZS rilancia il modello italiano di sicurezza alimentare contro cambiamenti climatici, pesticidi e nuovi rischi

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Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare: la Rete IZS rilancia il modello italiano di sicurezza alimentare contro cambiamenti climatici, pesticidi e nuovi rischi

“Oggi più che mai la sicurezza alimentare deve affrontare sfide complesse e in continua evoluzione: dagli effetti dei cambiamenti climatici sull’aumento di micotossine e salmonella negli alimenti vegetali non trasformati, alla scarsa disponibilità idrica per le coltivazioni; dall’uso di pesticidi in Paesi terzi all’importazione di materie prime con criticità residue. A questi si aggiungono le novità legate agli alimenti innovativi – come quelli a base di insetti – e i nuovi materiali impiegati per il confezionamento, come bioplastiche e materiali riciclati a contatto con gli alimenti. Monitorare, comprendere e gestire questi rischi è parte integrante del nostro impegno quotidiano. Garantire la sicurezza alimentare significa proteggere la salute delle persone, sostenere l’economia agroalimentare e tutelare l’ambiente. Con i nostri tecnici e i nostri esperti, siamo da sempre al fianco delle istituzioni e degli operatori del settore per assicurare controlli puntuali e affidabili su tutte le produzioni di origine animale e vegetale, garantendo alimenti sicuri lungo tutta la filiera produttiva”.

Così, in una nota, la Rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali Italiani, che conta 10 sedi centrali e oltre 90 sezioni territoriali, in occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare, celebrata il 7 giugno.

“Ogni giorno – prosegue la nota – nei nostri laboratori vengono eseguite analisi microbiologiche, chimiche e sensoriali, oltre a test sui materiali a contatto con gli alimenti, per verificarne salubrità, qualità e conformità. Parliamo di oltre 25 milioni di analisi ogni anno, a tutela dei consumatori e del valore del Made in Italy. Il nostro lavoro non si limita ai controlli: portiamo avanti attività di ricerca, prevenzione e sorveglianza epidemiologica che rafforzano il legame tra sicurezza alimentare, benessere animale e salute pubblica, secondo l’approccio integrato One Health. Con un costante impegno in monitoraggio e innovazione, la Rete IZS contribuisce a garantire standard elevati di qualità, anticipando i rischi e sostenendo l’eccellenza agroalimentare italiana”.

“In linea con il tema di quest’anno, ‘La scienza in azione’, ribadiamo l’importanza della ricerca scientifica e della collaborazione tra istituzioni pubbliche e private per affrontare le nuove sfide in materia di salute. L’adozione di tecnologie avanzate e l’implementazione di sistemi di controllo efficaci sono essenziali per prevenire i rischi e proteggere i cittadini. Siamo convinti che la scienza debba essere sempre più al servizio dei territori, per costruire un sistema alimentare sicuro, sostenibile e trasparente. La sicurezza alimentare è un diritto e una responsabilità collettiva”, conclude la Rete.