Archivi della categoria: Link

Il laboratorio di riferimento WOAH per influenza suina IZSLER al 1° International Symposium on Swine Influenza

vai all’articolo

Il personale del Laboratorio di Riferimento WOAH per l’influenza suina istituito pressola Sezione di Parma dell’IZSLER, ha partecipato al 1° International Symposium on Swine Influenza – From Science to Policies, tenuto a Zagabria dal 23 al 25 settembre 2026 e finanziato dalla COST ACTION ESFLU.

Nel corso dell’evento la dott.ssa Laura Soliani, ricercatrice, ha presentato un contributo scientifico dal titolo “Ongoing circulation of human-derived H3N2 swine influenza viruses in Northern Italy”.

Il lavoro ha evidenziato l’interessante circolazione nella popolazione suina italiana di un nuovo virus influenzale riassortito di origine uomo-suino, confermando l’importanza della sorveglianza genomica e dell’approccio One Health per comprendere le dinamiche evolutive dei virus influenzali e valutarne i potenziali rischi per la salute animale e pubblica.

La partecipazione al simposio ha rappresentato un’importante occasione di confronto scientifico internazionale e di valorizzazione delle attività di ricerca e sorveglianza svolte dall’IZSLER nel settore dell’influenza suina.

Per maggiori informazioni: https://swineflu.eu/

Innovazione, sostenibilità e benessere animale nella zootecnia da latte: il punto della ricerca con IZSLER

vai all’articolo

Il futuro della zootecnia da latte si gioca sulla capacità di coniugare produttività, tutela dell’ambiente e massima attenzione al benessere animale. Per fare il punto sulle nuove strategie applicate in campo, IZSLER (Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna “Bruno Ubertini”) e IZ Informatore Zootecnico promuovono una giornata di approfondimento tecnico e divulgativo rivolta a professionisti, allevatori e operatori della filiera.

L’evento, che vedrà la partecipazione dei principali esperti del settore per analizzare l’evoluzione dei sistemi di certificazione, la diagnostica aziendale e la valorizzazione del latte, si terrà nell’ambito della 98a Fiera Agricola e Zootecnica di Montichiari il 23 Ottobre 2026 alle ore 14.30 Sala convegni Pad. 7 bis

 

Locandina

AVIOSIMEX 2026: esercitazione regionale per la gestione di un focolaio di influenza aviaria

vai all’articolo

Il 30 settembre u.s. è stata organizzata dalla Regione Emilia-Romagna, un’esercitazione regionale per simulare la gestione di un caso di focolaio di influenza aviaria in un allevamento.

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna ha contribuito alla realizzazione dell’evento con la partecipazione di esperti in qualità di docenti e tutor.

L’esercitazione, denominata AVIOSIMEX, mirava a coinvolgere, in un’ottica One Health, figure veterinarie e mediche delle AUSL della regione Emilia-Romagna e veterinari che operano per le filiere avicole.

L’evento era infatti rivolto ai veterinari delle Aziende USL, di alcune filiere avicole operanti sul territorio regionale e ai medici di più branche specialistiche (Igiene e Medicina Preventiva e Medicina del lavoro) che, durante l’attività professionale quotidiana, in particolare durante la stagione autunnale-invernale, possono essere coinvolti nell’applicazione delle misure di sanità pubblica a seguito di focolai di influenza aviaria negli allevamenti avicoli.

Durante l’esercitazione, favorendo il confronto scientifico e professionale, IZSLER ha confermato il proprio ruolo nelle attività essenziali per la tutela della salute animale e pubblica.

Afta epizootica: online il corso FAD sulla gestione dei sospetti focolai in allevamento

vai all’articolo

È online il nuovo corso di formazione a distanza (FAD) dedicato alla gestione dei sospetti focolai di afta epizootica in allevamento, pensato per fornire ai veterinari un aggiornamento sulle procedure da applicare in caso di sospetto della malattia. Il corso affronta gli aspetti teorici e operativi della gestione di un sospetto focolaio, fornendo le conoscenze necessarie per affrontare correttamente le diverse fasi dell’intervento in campo, dalle procedure di biosicurezza per l’ingresso in azienda al campionamento e alla conduzione dell’indagine epidemiologica. A completamento della formazione teorica, il 1° dicembre, presso la sede di Brescia dell’IZSLER, sono previste due sessioni pratiche dedicate alla gestione dei sospetti focolai di afta epizootica. Le attività consentiranno ai partecipanti di riprendere e mettere in pratica le procedure illustrate nel corso FAD, attraverso esercitazioni finalizzate a consolidare le competenze necessarie per un intervento tempestivo ed efficace in allevamento. Il percorso formativo si inserisce nelle attività di aggiornamento e preparazione dei servizi veterinari per garantire una risposta coordinata e adeguata in caso di introduzione della malattia sul territorio nazionale.

Mixomatosi: il virus mutato che colpisce le lepri arriva anche in Italia

vai all’articolo

Per la prima volta è stata rilevata nel nostro Paese la presenza dell’ha-Myxovirus (noto anche come Toledo-MYXV), un ceppo ricombinante del virus della mixomatosi capace di infettare non solo i conigli, ma anche le lepri, specie storicamente colpita sporadicamente da questa malattia.

Il focolaio è stato individuato ad agosto in un allevamento di lepri della provincia di Padova. Il ceppo è stato caratterizzato geneticamente dal Centro di Referenza Nazionale per le Malattie virali dei Lagomorfi, con sede presso l’IZSLER di Brescia, laboratorio di riferimento WOAH per la mixomatosi. Le indagini epidemiologiche successive hanno individuato altri casi in lepri selvatiche negli Ambiti Territoriali di Caccia di Padova e Venezia, mentre dalla provincia di Rovigo arrivano segnalazioni di mortalità ancora da confermare in laboratorio.

Comparso per la prima volta in Spagna nel 2018 come esito di un evento di ricombinazione genetica, il ceppo si è progressivamente diffuso in Portogallo, Olanda, Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Austria e Ungheria. L’arrivo in Italia conferma dunque un trend di diffusione già in atto in Europa da qualche anno.

La forma clinica è sovrapponibile alla malattia classica e si manifesta con lesioni nodulari su testa, occhi, naso, zampe e regione anogenitale, edema e congiuntivite che nei casi più gravi può portare a cecità, oltre a lesioni polmonari. Essendo il virus fortemente immunosoppressivo, favorisce spesso coinfezioni batteriche secondarie, che risultano frequentemente la vera causa di morte degli animali. La trasmissione avviene sia per contatto diretto sia tramite insetti vettori come zanzare, pulci e mosche, motivo per cui la malattia ha un andamento tipicamente stagionale. Non essendoci ancora immunità di popolazione, si può ipotizzare che serviranno dai 3 ai 5 anni prima di raggiungere una protezione diffusa nella popolazione selvatica.

La malattia può essere trasmessa anche alle popolazioni di coniglio, domestico e selvatico, con eventuali implicazioni di carattere economico ed ecologico. Inoltre, essendo annoverata tra le malattie di categoria E, è soggetta a notifica obbligatoria e sorveglianza secondo la normativa europea. Risulta dunque importante una sorveglianza attiva e passiva, tramite l’analisi di carcasse rinvenute morte e di campioni prelevati durante l’attività venatoria, in modo da monitorarne la diffusione e applicare tempestivamente le corrette misure di controllo.

Per approfondire: Mixomatosi nella lepre

Unire le forze per tutelare la salute pubblica: il lavoro premiato alla Giornata della Piramide della Ricerca

vai all’articolo

L’evento, svoltosi lo scorso 3 luglio presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia “A. Mirri” di Palermo, rappresenta un punto di riferimento e di confronto per la valorizzazione della ricerca, dell’innovazione e della sinergia tra gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali e il Ministero della Salute.

L’iniziativa ha affrontato tematiche di cruciale rilevanza per la sanità pubblica. Durante le sessioni scientifiche, i ricercatori hanno illustrato progetti focalizzati su sanità e benessere animale, sicurezza alimentare, resistenza antimicrobica e innovazione diagnostica.

La giornata si è conclusa con la premiazione, presieduta dalla SIDiLV (Società Italiana di Diagnostica di Laboratorio Veterinaria), dei migliori contributi scientifici, un momento volto a valorizzare l’impegno e il rigore scientifico delle nuove professionalità. Il premio nella sessione “One Health – Benessere animale e innovazione diagnostica e genomica” è stato assegnato al progetto incentrato sull’integrazione multidisciplinare per la sorveglianza delle infezioni da STEC, presentato dalla dottoressa Sara Arnaboldi. Il titolo del lavoro premiato è “L’integrazione medico-veterinaria nella sorveglianza genomica delle infezioni da STEC (Escherichia coli produttori di tossine Shiga) un approccio One Health”. Questo studio ha visto la stretta collaborazione dell’IZSLER sede di Lodi e sede di Brescia con l’Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Lodi, il Centro per la Cura e lo Studio della Sindrome Emolitico-Uremica, Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Milano, il Dipartimento di Sicurezza Alimentare, Nutrizione e Sanità Pubblica Veterinaria, Istituto Superiore di Sanità, Roma.

Ricerche come quella premiata sulle infezioni da STEC dimostrano come la sorveglianza genomica e l’integrazione tra medicina umana e veterinaria siano strumenti operativi fondamentali per consolidare l’approccio integrato One Health, tutelando in modo sinergico e coordinato la salute degli animali, dell’uomo e dell’ambiente.

Pubblicato il report europeo sul dialogo tra ricerca scientifica e politiche per il benessere degli animali da allevamento

vai all’articolo

È stato pubblicato il report The science–policy interface on farm animal welfare in the EU, realizzato con il supporto di REFRESCAR su incarico dello Standing Committee on Agricultural Research (SCAR) – Collaborative Working Group on Animal Health and Welfare (CWG AHW), organismo consultivo della Commissione europea e degli Stati membri.

Il report è stato elaborato nell’ambito delle attività del CWG AHW, al quale partecipa anche la dr.ssa Francesca Fusi, direttore del Centro di Referenza Nazionale per il Benessere Animale (CReNBA/IZSLER), in qualità di Co-Chair del Sub-group on Animal Welfare (AW), insieme al dr. Gérard Grémaud (Federal Food Safety and Veterinary Office, Svizzera).

Il documento analizza il rapporto tra la ricerca scientifica e i processi decisionali dell’Unione europea in materia di benessere degli animali allevati, proponendo strumenti e strategie per favorire lo sviluppo di politiche e normative basate su solide evidenze scientifiche.

Lo studio si fonda su una revisione della letteratura scientifica e su un ciclo di interviste che ha coinvolto rappresentanti della Commissione europea, dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), dei Centri di riferimento dell’Unione europea per il benessere animale (EURCAW), del Partenariato europeo per la salute e il benessere animale, del mondo della ricerca e delle principali organizzazioni del settore.

Sulla base delle evidenze raccolte, il report formula raccomandazioni articolate in quattro aree prioritarie: governance e coordinamento, organizzazione e finanziamento della ricerca, sviluppo delle conoscenze e dei dati, e integrazione degli aspetti economici e sociali. L’obiettivo è rafforzare il dialogo tra comunità scientifica e decisori politici, contribuendo allo sviluppo di un quadro normativo europeo sempre più fondato sulle evidenze scientifiche in materia di benessere animale.

Per approfondire:

 

MedFoodNet, una rete mediterranea per la comunicazione dei rischi alimentari

vai all’articolo

Garantire la sicurezza alimentare in un mondo globalizzato e interconnesso è una sfida sempre più complessa. L’evoluzione dei consumi e la complessità delle filiere internazionali aumentano il potenziale di rischi biologici e chimici lungo tutta la catena alimentare. In questo scenario, una comunicazione del rischio efficace, coerente e basata su solide evidenze scientifiche è fondamentale non solo per tutelare la salute pubblica, ma anche per consolidare la fiducia dei cittadini nei confronti delle autorità sanitarie.

Nasce con questo obiettivo MedFoodNet – Research-to-practice network for enhanced food safety communication in the Mediterranean Region, un progetto internazionale biennale, che ha IZSLER fra i partner, finanziato dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e coordinato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe).

Il progetto

MedFoodNet promuove una cultura della comunicazione dei rischi alimentari in cui ricerca e pratica si fondono. Per questo è stato creato un consorzio multidisciplinare, in cui sono presenti esperti in comunicazione, ricercatori sociali, biologi, chimici e medici veterinari, afferenti a centri di ricerca, università e autorità per la valutazione e gestione dei rischi alimentari.

La rete è estesa anche a Paesi che non sono membri dell’Unione Europea affacciati nel Mediterraneo (Albania, Tunisia, Repubblica del Kosovo), al fine di istituire meccanismi coordinati per la comunicazione dei rischi alimentari anche al di fuori dell’UE, condividendo lo stesso approccio concettuale e metodologico.

Il target di riferimento principale saranno i consumatori, che saranno raggiunti da specifiche campagne educative e di sensibilizzazione su temi di sicurezza alimentare prioritari per l’area geografica dei partner.

Anche i valutatori e i gestori del rischio dei Paesi coinvolti saranno informati sulle attività del progetto e coinvolti in specifici momenti (eventi, iniziative di co-creation), per favorire l’adozione di un approccio coordinato alla comunicazione nel processo di analisi del rischio, come richiesto dal Regolamento UE 2019/1381.

Il progetto ha una durata complessiva di 24 mesi e un budget di 198.000€.

Gli obiettivi

Gli obiettivi specifici del progetto si articolano in tre aree:

  • Networking e capacity building – costruzione della rete mediterranea, definizione e implementazione delle modalità di governance della stessa e formazione dei partner in materia di valutazione e comunicazione del rischio
  • Ricerca in comunicazione del rischio – analisi della percezione del rischio e delle informazioni diffuse sui media in relazione ai rischi alimentari, iniziative di co-creation
  • Comunicazione e disseminazione dei risultati – definizione di un piano di comunicazione per la realizzazione di iniziative di public outreach, campagne di comunicazione congiunte (anche in rilancio a quelle promosse da EFSA), partecipazione a congressi scientifici.

La nuova rete di MedFoodNet sfrutterà sinergie già attive nell’ambito della comunicazione del rischio:

Partner

I partner del progetto MedFoodNet sono:

Il Ministero della salute, Ufficio 3 – Valutazione del rischio riguardante la sicurezza degli alimenti, EFSA e Focal Point | Direzione generale dei corretti stili di vita e dei rapporti con l’ecosistema, ha un ruolo di raccordo funzionale tra IZSVe, lead partner, ed EFSA.

L’IZSLER al 34° Congresso Nazionale della Società Italiana di Parassitologia: ricerca e sorveglianza su vettori, parassiti e micologia

vai all’articolo

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna (IZSLER) ha partecipato al 34° Congresso Nazionale della Società Italiana di Parassitologia (SoIPa), svoltosi a Bologna dal 23 al 26 giugno, contribuendo al confronto scientifico sui principali temi della parassitologia e delle discipline correlate di interesse veterinario e di sanità pubblica.

Sono stati presentati oltre 20 contributi scientifici, tra comunicazioni orali e poster, che hanno valorizzato le attività di ricerca dell’Istituto nei diversi ambiti della parassitologia, dello studio degli artropodi vettori, delle malattie parassitarie e della micologia, settore di crescente interesse per la diagnosi e la caratterizzazione dei microrganismi fungini di rilevanza veterinaria e zoonotica.

Nell’ambito del congresso, l’IZSLER ha organizzato un simposio dedicato alla leishmaniosi, in collaborazione con colleghi dell’ambito medico, favorendo il confronto tra specialisti italiani e internazionali. Particolare attenzione ha meritato la particolare situazione epidemiologica dell’Emilia-Romagna, che vede la sovrapposizione di diversi cicli epidemiologici della malattia.

Gli esperti dell’IZSLER hanno inoltre partecipato ai lavori congressuali come moderatori di sessioni scientifiche, favorendo il dialogo e lo scambio di conoscenze tra ricercatori, università, enti di ricerca e istituzioni sanitarie.

La presenza dell’IZSLER al congresso conferma il ruolo dell’Istituto nella ricerca, nella sorveglianza e nell’innovazione diagnostica per la tutela della salute animale e pubblica, attraverso un approccio integrato One Health volto alla comprensione e al controllo delle malattie parassitarie, fungine e trasmesse da vettori.

Il Centro Di Referenza Nazionale per la Paratubercolosi a Dresda per l’ultimo ICP

vai all’articolo

Il personale delle Sedi Territoriali di Piacenza e di Cremona ha partecipato all’ultima edizione dell’International Colloquium on Paratuberculosis (ICP), svoltasi a Dresda (Germania) dal 7 all’11 giugno, contribuendo alla valorizzazione delle attività di ricerca condotte dall’Istituto nei principali ambiti di contrasto alla paratubercolosi.

La Dott.ssa Chiara Garbarino, in qualità di Responsabile del Centro di Referenza Nazionale per la paratubercolosi (CRN), ha preso parte al “ParaTB Forum”, la tavola rotonda che si tiene a inizio Congresso, organizzata dalla Federazione Internazionale del Latte e dei Prodotti Caseari (IDF) e riunisce, su invito, le persone con una conoscenza pratica del programma nazionale di controllo della paratubercolosi nel proprio paese. Lo scopo dell’incontro è quello di condividere le esperienze nel controllo della malattia a livello regionale o nazionale paese per paese e di utilizzare gli insegnamenti tratti dalle successive discussioni per perfezionare ulteriormente i metodi di controllo attualmente in uso.

Il Dott. Matteo Ricchi, esperto designato per il laboratorio di riferimento WOAH per la paratubercolosi, ha fornito un duplice contributo ai lavori congressuali: ha presentato una comunicazione orale sul progetto “fungiMAP”, incentrato sulla dinamica del microbioma fungino in bovine positive, negative ed esposte alla patologia, e ha ricoperto il ruolo di chairman della sessione scientifica “Molecular Epidemiology and MAP Diversity, MAP in Environment”.

La Dott.ssa Anita Filippi, ricercatrice presso il CRN per la Paratubercolosi, ha presentato un contributo nell’ambito della sessione “Molecular Epidemiology and MAP Diversity, MAP in Environment”, illustrando un progetto di ricerca volto alla sorveglianza della patologia nella popolazione di cervo (Cervus elaphus) del Parco Nazionale dello Stelvio. Lo studio rappresenta un elemento rilevante per l’analisi della diffusione della malattia nell’ecosistema e nell’interfaccia uomo–animale–ambiente. Nella medesima sessione è stato presentato da Matteo Nava, dottorando dell’Università degli Studi di Milano, un altro contributo inerente le attività svolte nell’ambito del medesimo progetto a cui il personale della Sede di Piacenza ha collaborato, dal titolo “Unravelling the decline in MAP prevalence in Alpine red deer (Cervus elaphus)”. Inoltre, il personale del CRN, è stato coautore di due lavori esposti come comunicazioni orali dalla collega Mazzone dell’IZS Umbria e Marche, rispettivamente dai titoli “Evaluation of the Survival of Mycobacterium avium subs. Paratuberculosis in Raw Milk Pecorino Cheese: implications for food safety” e “Differential expression of candidate faecal microRNAs as non-invasive biomarkers of paratuberculosis in Italian Marchigiana local-breed cattle”.

Hanno inoltre partecipato al congresso, dalla Sede Territoriale di Cremona, il Dott. Tempini ed il Dott. Gradassi il quale ha presentato, nell’ambito della sessione “Diagnostics and Biomarkers”, il poster dal titolo “Survey on the presence and circulation of non-tuberculous mycobacteria (NTM) in dairy cattle farms in northern Italy”.

La partecipazione a un evento di tale rilevanza internazionale contribuisce a consolidare il ruolo dell’Istituto nel panorama della ricerca scientifica applicata alla sanità animale, rafforzando al contempo le reti di collaborazione e cooperazione a livello globale.