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Unire le forze per tutelare la salute pubblica: il lavoro premiato alla Giornata della Piramide della Ricerca

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L’evento, svoltosi lo scorso 3 luglio presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia “A. Mirri” di Palermo, rappresenta un punto di riferimento e di confronto per la valorizzazione della ricerca, dell’innovazione e della sinergia tra gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali e il Ministero della Salute.

L’iniziativa ha affrontato tematiche di cruciale rilevanza per la sanità pubblica. Durante le sessioni scientifiche, i ricercatori hanno illustrato progetti focalizzati su sanità e benessere animale, sicurezza alimentare, resistenza antimicrobica e innovazione diagnostica.

La giornata si è conclusa con la premiazione, presieduta dalla SIDiLV (Società Italiana di Diagnostica di Laboratorio Veterinaria), dei migliori contributi scientifici, un momento volto a valorizzare l’impegno e il rigore scientifico delle nuove professionalità. Il premio nella sessione “One Health – Benessere animale e innovazione diagnostica e genomica” è stato assegnato al progetto incentrato sull’integrazione multidisciplinare per la sorveglianza delle infezioni da STEC, presentato dalla dottoressa Sara Arnaboldi. Il titolo del lavoro premiato è “L’integrazione medico-veterinaria nella sorveglianza genomica delle infezioni da STEC (Escherichia coli produttori di tossine Shiga) un approccio One Health”. Questo studio ha visto la stretta collaborazione dell’IZSLER sede di Lodi e sede di Brescia con l’Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Lodi, il Centro per la Cura e lo Studio della Sindrome Emolitico-Uremica, Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Milano, il Dipartimento di Sicurezza Alimentare, Nutrizione e Sanità Pubblica Veterinaria, Istituto Superiore di Sanità, Roma.

Ricerche come quella premiata sulle infezioni da STEC dimostrano come la sorveglianza genomica e l’integrazione tra medicina umana e veterinaria siano strumenti operativi fondamentali per consolidare l’approccio integrato One Health, tutelando in modo sinergico e coordinato la salute degli animali, dell’uomo e dell’ambiente.

Pubblicato il report europeo sul dialogo tra ricerca scientifica e politiche per il benessere degli animali da allevamento

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È stato pubblicato il report The science–policy interface on farm animal welfare in the EU, realizzato con il supporto di REFRESCAR su incarico dello Standing Committee on Agricultural Research (SCAR) – Collaborative Working Group on Animal Health and Welfare (CWG AHW), organismo consultivo della Commissione europea e degli Stati membri.

Il report è stato elaborato nell’ambito delle attività del CWG AHW, al quale partecipa anche la dr.ssa Francesca Fusi, direttore del Centro di Referenza Nazionale per il Benessere Animale (CReNBA/IZSLER), in qualità di Co-Chair del Sub-group on Animal Welfare (AW), insieme al dr. Gérard Grémaud (Federal Food Safety and Veterinary Office, Svizzera).

Il documento analizza il rapporto tra la ricerca scientifica e i processi decisionali dell’Unione europea in materia di benessere degli animali allevati, proponendo strumenti e strategie per favorire lo sviluppo di politiche e normative basate su solide evidenze scientifiche.

Lo studio si fonda su una revisione della letteratura scientifica e su un ciclo di interviste che ha coinvolto rappresentanti della Commissione europea, dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), dei Centri di riferimento dell’Unione europea per il benessere animale (EURCAW), del Partenariato europeo per la salute e il benessere animale, del mondo della ricerca e delle principali organizzazioni del settore.

Sulla base delle evidenze raccolte, il report formula raccomandazioni articolate in quattro aree prioritarie: governance e coordinamento, organizzazione e finanziamento della ricerca, sviluppo delle conoscenze e dei dati, e integrazione degli aspetti economici e sociali. L’obiettivo è rafforzare il dialogo tra comunità scientifica e decisori politici, contribuendo allo sviluppo di un quadro normativo europeo sempre più fondato sulle evidenze scientifiche in materia di benessere animale.

Per approfondire:

 

MedFoodNet, una rete mediterranea per la comunicazione dei rischi alimentari

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Garantire la sicurezza alimentare in un mondo globalizzato e interconnesso è una sfida sempre più complessa. L’evoluzione dei consumi e la complessità delle filiere internazionali aumentano il potenziale di rischi biologici e chimici lungo tutta la catena alimentare. In questo scenario, una comunicazione del rischio efficace, coerente e basata su solide evidenze scientifiche è fondamentale non solo per tutelare la salute pubblica, ma anche per consolidare la fiducia dei cittadini nei confronti delle autorità sanitarie.

Nasce con questo obiettivo MedFoodNet – Research-to-practice network for enhanced food safety communication in the Mediterranean Region, un progetto internazionale biennale, che ha IZSLER fra i partner, finanziato dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e coordinato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe).

Il progetto

MedFoodNet promuove una cultura della comunicazione dei rischi alimentari in cui ricerca e pratica si fondono. Per questo è stato creato un consorzio multidisciplinare, in cui sono presenti esperti in comunicazione, ricercatori sociali, biologi, chimici e medici veterinari, afferenti a centri di ricerca, università e autorità per la valutazione e gestione dei rischi alimentari.

La rete è estesa anche a Paesi che non sono membri dell’Unione Europea affacciati nel Mediterraneo (Albania, Tunisia, Repubblica del Kosovo), al fine di istituire meccanismi coordinati per la comunicazione dei rischi alimentari anche al di fuori dell’UE, condividendo lo stesso approccio concettuale e metodologico.

Il target di riferimento principale saranno i consumatori, che saranno raggiunti da specifiche campagne educative e di sensibilizzazione su temi di sicurezza alimentare prioritari per l’area geografica dei partner.

Anche i valutatori e i gestori del rischio dei Paesi coinvolti saranno informati sulle attività del progetto e coinvolti in specifici momenti (eventi, iniziative di co-creation), per favorire l’adozione di un approccio coordinato alla comunicazione nel processo di analisi del rischio, come richiesto dal Regolamento UE 2019/1381.

Il progetto ha una durata complessiva di 24 mesi e un budget di 198.000€.

Gli obiettivi

Gli obiettivi specifici del progetto si articolano in tre aree:

  • Networking e capacity building – costruzione della rete mediterranea, definizione e implementazione delle modalità di governance della stessa e formazione dei partner in materia di valutazione e comunicazione del rischio
  • Ricerca in comunicazione del rischio – analisi della percezione del rischio e delle informazioni diffuse sui media in relazione ai rischi alimentari, iniziative di co-creation
  • Comunicazione e disseminazione dei risultati – definizione di un piano di comunicazione per la realizzazione di iniziative di public outreach, campagne di comunicazione congiunte (anche in rilancio a quelle promosse da EFSA), partecipazione a congressi scientifici.

La nuova rete di MedFoodNet sfrutterà sinergie già attive nell’ambito della comunicazione del rischio:

Partner

I partner del progetto MedFoodNet sono:

Il Ministero della salute, Ufficio 3 – Valutazione del rischio riguardante la sicurezza degli alimenti, EFSA e Focal Point | Direzione generale dei corretti stili di vita e dei rapporti con l’ecosistema, ha un ruolo di raccordo funzionale tra IZSVe, lead partner, ed EFSA.

L’IZSLER al 34° Congresso Nazionale della Società Italiana di Parassitologia: ricerca e sorveglianza su vettori, parassiti e micologia

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L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna (IZSLER) ha partecipato al 34° Congresso Nazionale della Società Italiana di Parassitologia (SoIPa), svoltosi a Bologna dal 23 al 26 giugno, contribuendo al confronto scientifico sui principali temi della parassitologia e delle discipline correlate di interesse veterinario e di sanità pubblica.

Sono stati presentati oltre 20 contributi scientifici, tra comunicazioni orali e poster, che hanno valorizzato le attività di ricerca dell’Istituto nei diversi ambiti della parassitologia, dello studio degli artropodi vettori, delle malattie parassitarie e della micologia, settore di crescente interesse per la diagnosi e la caratterizzazione dei microrganismi fungini di rilevanza veterinaria e zoonotica.

Nell’ambito del congresso, l’IZSLER ha organizzato un simposio dedicato alla leishmaniosi, in collaborazione con colleghi dell’ambito medico, favorendo il confronto tra specialisti italiani e internazionali. Particolare attenzione ha meritato la particolare situazione epidemiologica dell’Emilia-Romagna, che vede la sovrapposizione di diversi cicli epidemiologici della malattia.

Gli esperti dell’IZSLER hanno inoltre partecipato ai lavori congressuali come moderatori di sessioni scientifiche, favorendo il dialogo e lo scambio di conoscenze tra ricercatori, università, enti di ricerca e istituzioni sanitarie.

La presenza dell’IZSLER al congresso conferma il ruolo dell’Istituto nella ricerca, nella sorveglianza e nell’innovazione diagnostica per la tutela della salute animale e pubblica, attraverso un approccio integrato One Health volto alla comprensione e al controllo delle malattie parassitarie, fungine e trasmesse da vettori.

Il Centro Di Referenza Nazionale per la Paratubercolosi a Dresda per l’ultimo ICP

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Il personale delle Sedi Territoriali di Piacenza e di Cremona ha partecipato all’ultima edizione dell’International Colloquium on Paratuberculosis (ICP), svoltasi a Dresda (Germania) dal 7 all’11 giugno, contribuendo alla valorizzazione delle attività di ricerca condotte dall’Istituto nei principali ambiti di contrasto alla paratubercolosi.

La Dott.ssa Chiara Garbarino, in qualità di Responsabile del Centro di Referenza Nazionale per la paratubercolosi (CRN), ha preso parte al “ParaTB Forum”, la tavola rotonda che si tiene a inizio Congresso, organizzata dalla Federazione Internazionale del Latte e dei Prodotti Caseari (IDF) e riunisce, su invito, le persone con una conoscenza pratica del programma nazionale di controllo della paratubercolosi nel proprio paese. Lo scopo dell’incontro è quello di condividere le esperienze nel controllo della malattia a livello regionale o nazionale paese per paese e di utilizzare gli insegnamenti tratti dalle successive discussioni per perfezionare ulteriormente i metodi di controllo attualmente in uso.

Il Dott. Matteo Ricchi, esperto designato per il laboratorio di riferimento WOAH per la paratubercolosi, ha fornito un duplice contributo ai lavori congressuali: ha presentato una comunicazione orale sul progetto “fungiMAP”, incentrato sulla dinamica del microbioma fungino in bovine positive, negative ed esposte alla patologia, e ha ricoperto il ruolo di chairman della sessione scientifica “Molecular Epidemiology and MAP Diversity, MAP in Environment”.

La Dott.ssa Anita Filippi, ricercatrice presso il CRN per la Paratubercolosi, ha presentato un contributo nell’ambito della sessione “Molecular Epidemiology and MAP Diversity, MAP in Environment”, illustrando un progetto di ricerca volto alla sorveglianza della patologia nella popolazione di cervo (Cervus elaphus) del Parco Nazionale dello Stelvio. Lo studio rappresenta un elemento rilevante per l’analisi della diffusione della malattia nell’ecosistema e nell’interfaccia uomo–animale–ambiente. Nella medesima sessione è stato presentato da Matteo Nava, dottorando dell’Università degli Studi di Milano, un altro contributo inerente le attività svolte nell’ambito del medesimo progetto a cui il personale della Sede di Piacenza ha collaborato, dal titolo “Unravelling the decline in MAP prevalence in Alpine red deer (Cervus elaphus)”. Inoltre, il personale del CRN, è stato coautore di due lavori esposti come comunicazioni orali dalla collega Mazzone dell’IZS Umbria e Marche, rispettivamente dai titoli “Evaluation of the Survival of Mycobacterium avium subs. Paratuberculosis in Raw Milk Pecorino Cheese: implications for food safety” e “Differential expression of candidate faecal microRNAs as non-invasive biomarkers of paratuberculosis in Italian Marchigiana local-breed cattle”.

Hanno inoltre partecipato al congresso, dalla Sede Territoriale di Cremona, il Dott. Tempini ed il Dott. Gradassi il quale ha presentato, nell’ambito della sessione “Diagnostics and Biomarkers”, il poster dal titolo “Survey on the presence and circulation of non-tuberculous mycobacteria (NTM) in dairy cattle farms in northern Italy”.

La partecipazione a un evento di tale rilevanza internazionale contribuisce a consolidare il ruolo dell’Istituto nel panorama della ricerca scientifica applicata alla sanità animale, rafforzando al contempo le reti di collaborazione e cooperazione a livello globale.

Sicurezza d’aMare: IZSLER partecipa all’iniziativa della Regione Emilia Romagna per la tutela della salute dei bagnanti e dell’ecosistema marino

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L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna partecipa alla campagna “Sicurezza d’aMare – Prenditi cura di te, prenditi cura del mare”, promossa dal Servizio Sanitario della Regione Emilia Romagna nell’ambito del Comitato Balneazione del Sistema Regionale Prevenzione Salute dai rischi ambientali e climatici (SRPS).

L’iniziativa mira a sensibilizzare cittadini e turisti sull’adozione di comportamenti corretti per vivere il mare in sicurezza, attraverso strumenti informativi, materiali divulgativi e una piattaforma web dedicata.

La campagna fornisce indicazioni pratiche su sicurezza in spiaggia e in acqua, esposizione al sole, tutela dell’ambiente e gestione dei piccoli rischi, contribuendo alla prevenzione e alla promozione della salute durante la stagione balneare.

La partecipazione di IZSLER, insieme alla Fondazione Centro Ricerche Marine ed Arpae Emilia Romagna, si inserisce nell’ambito delle attività a supporto della sanità pubblica e della tutela della salute, con particolare riferimento alla sicurezza alimentare e al controllo della salubrità dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura.

Confermato un caso di rabbia in provincia di Treviso: il Ministero della Salute invita i veterinari a prestare la massima attenzione

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Il Ministero della Salute ha comunicato la conferma di un caso positivo di rabbia nel Comune di Vittorio Veneto (TV). La positività al Lyssavirus, responsabile della rabbia negli animali e nell’uomo, è stata accertata il 28 maggio 2026 dal Centro di Referenza Nazionale per la Rabbia.

Le analisi genomiche hanno evidenziato una forte similitudine con i ceppi virali circolanti in Marocco, Paese dove la rabbia è endemica. Il cane, proveniente dal Marocco, era stato introdotto in Europa nel dicembre 2025, arrivando in Spagna per poi raggiungere l’Italia, senza rispettare le procedure previste dalla normativa UE per l’ingresso da Paesi terzi ad alto rischio.

Nei giorni precedenti la comparsa dei sintomi — tra cui forte aggressività e clonie agli arti anteriori — l’animale ha avuto contatti con altri cani e persone. La nota segnala che attualmente 10 cani sono sospettati di esposizione e che più di 20 persone hanno avuto contatti a rischio, tra cui la stessa proprietaria dell’animale, attualmente sottoposta a profilassi vaccinale.

Il 28 maggio si è riunita l’Unità di Crisi Centrale, che ha disposto l’osservazione sanitaria di 6 mesi per i cani esposti, la vaccinazione antirabbica obbligatoria per tutti i cani e gatti presenti nel Comune di Vittorio Veneto e campagne informative rivolte alla popolazione.

Durante la stessa riunione è stato discusso anche un caso sospetto in un gatto, anch’esso proveniente dal Marocco e introdotto irregolarmente da turisti.

Il D.Lgs. 136/2022 impone l’obbligo di notifica immediata alle ATS competenti dei i sospetti di rabbia e degli episodi di morsicatura.

Per approfondire le norme sulla movimentazione non commerciale di cani, gatti e furetti, è possibile consultare il portale della Commissione Europea.

Formaggi a latte crudo e sicurezza alimentare: lo studio dell’IZSLER premiato al VTEC 2026

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Un riconoscimento per la ricerca scientifica in IZSLER è arrivato dal convegno internazionale VTEC 2026, dove la nostra Sara Arnaboldi ha presentato uno studio sulla sicurezza microbiologica dei formaggi a latte crudo che ha ricevuto il premio di “Miglior Poster”.

Il convegno, svoltosi ad Aberdeen (Scozia), rappresenta l’evento di riferimento internazionale per la ricerca sugli Escherichia coli produttori di Shiga-tossina (STEC) tramite un approccio integrato One Health tra salute umana, animale e ambientale.

Il lavoro scientifico “Genetic characterization of Shiga-toxin-producing Escherichia coli (STEC) isolated from raw milk cheese in northern Italy” – nato dalla collaborazione tra l’IZSLER, l’Università degli Studi di Parma e il Rijksinstituut voor Volksgezondheid en Milieu (RIVM) dei Paesi Bassi – affronta un tema di forte rilevanza per la salute pubblica e la sicurezza alimentare.

La ricerca si focalizza sui batteri STEC, che se presenti nell’intestino bovino, possono contaminare il latte non pastorizzato e causare nell’uomo infezioni gastrointestinali o complicanze più serie. Il lavoro presentato al convegno riporta la caratterizzazione genomica di 70 ceppi di STEC isolati dai formaggi a latte crudo del Nord Italia tra il 2018 e il 2025, ribadendo la necessità di un monitoraggio rigoroso lungo la filiera e l’importanza della corretta informazione ai consumatori, in particolare per le fasce di popolazione più vulnerabili, mitigando così i rischi di origine alimentare e proteggendo la salute pubblica.

 

ALLEGATI:

Vaccini stabulogeni: attività delle Officine Farmaceutiche degli IIZZSS

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Il 28 maggio, presso l’Aula Gualandi, si è tenuto l’incontro di aggiornamento “Vaccini stabulogeni: attività delle Officine Farmaceutiche degli IIZZSS”, dedicato all’approfondimento delle più recenti attività e prospettive legate all’impiego dei vaccini stabulogeni in ambito veterinario.

L’evento ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra i professionisti degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali che, da anni, operano nel settore della produzione di prodotti biologici. In un contesto sanitario sempre più orientato alla strategia One Health, i vaccini stabulogeni assumono infatti un ruolo di crescente rilevanza quale strumento di prevenzione e di contenimento dell’utilizzo degli antibiotici, contribuendo concretamente al contrasto del fenomeno dell’antimicrobico-resistenza.

Il prof. Gaetano Donofrio, docente di Malattie Infettive presso il Dip. di Scienze Medico-Veterinarie dell’Università di Parma, ha aperto i lavori illustrando i principali meccanismi alla base dello sviluppo della risposta immunitaria conseguente all’intervento vaccinale. Nel corso del suo intervento è stato inoltre evidenziato il ruolo strategico della profilassi vaccinale nella prevenzione delle malattie infettive, sia in ambito veterinario sia umano, sottolineando come l’approccio preventivo rappresenti oggi uno degli strumenti più efficaci per la tutela della salute pubblica.

La giornata è quindi proseguita con una serie di relazioni tecniche dedicate ai diversi aspetti che caratterizzano il processo produttivo e regolatorio dei vaccini stabulogeni. Ampio spazio è stato riservato ai percorsi autorizzativi necessari per l’introduzione di nuove produzioni, con approfondimenti sulle procedure attualmente in uso e sulle prospettive di evoluzione normativa. Sono stati inoltre affrontati i temi inerenti ai controlli previsti durante le varie fasi della produzione, con particolare attenzione allo sviluppo e all’applicazione di metodiche in vitro innovative, finalizzate a ridurre progressivamente il ricorso al modello animale.

Sono seguite relazioni sul ruolo degli adiuvanti, considerati componenti fondamentali nella formulazione vaccinale per la loro capacità di modulare e potenziare la risposta immunitaria, ed alcune esperienze produttive specifiche legate ai settori della pescicoltura e dei ruminanti, ambiti nei quali i vaccini autogeni rappresentano strumenti sempre più importanti per la gestione sanitaria degli allevamenti.

L’incontro ha inoltre favorito un proficuo confronto tra le diverse Officine Farmaceutiche degli IIZZSS sulle prospettive future del settore, anche alla luce del nuovo Regolamento esecutivo europeo attualmente in fase di elaborazione. L’introduzione del nuovo quadro normativo potrebbe infatti comportare significativi cambiamenti nell’organizzazione delle attività produttive, orientando sempre più il sistema verso l’applicazione delle Buone Norme di Fabbricazione (GMP), con l’obiettivo di garantire standard qualitativi sempre più elevati.

Proprio in previsione di tali sviluppi normativi, il Ministero della Salute ha promosso il progetto istituzionale neoVAX, coordinato dall’IZS Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, finalizzato alla costruzione di un percorso condiviso di armonizzazione delle procedure, dei controlli di qualità e dei criteri di valutazione dell’impiego dei vaccini autogeni.

Nell’ambito del progetto, è stata colta l’occasione per organizzare la prima riunione in presenza del gruppo di lavoro. All’incontro hanno partecipato tutti gli Istituti coinvolti, coordinati dalla dott.ssa Maria Goria, dirigente biologa dell’IZS Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta e responsabile scientifica del progetto. La riunione ha consentito di definire le principali linee operative dei diversi Work Package e delle attività previste, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la rete degli IIZZSS quale strumento di sanità pubblica per la gestione, il controllo e lo sviluppo dei vaccini stabulogeni.

 

Allegati: i docenti e partecipanti al corso

Resistenza agli anticoagulanti in ratti e topi: IZSLER attiva un nuovo servizio analitico

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L’IZSLER ha attivato un nuovo servizio analitico dedicato al monitoraggio della resistenza ai rodenticidi anticoagulanti nei roditori sinantropici, basato su analisi genetico-molecolari.

L’attività consente l’identificazione di mutazioni del gene VKORC1, coinvolto nei meccanismi di resistenza in ratti e topi, e si inserisce nelle azioni di sorveglianza a supporto della valutazione dei programmi di controllo delle popolazioni di roditori.

Come evidenziato da uno studio condotto da ricercatori dell’Istituto e pubblicato sulla rivista Pest Management Science (DOI: 10.1002/ps.8652), la diffusione della resistenza ai rodenticidi rappresenta un aspetto rilevante anche per la sanità pubblica, poiché può ridurre l’efficacia delle misure di contenimento di specie coinvolte nella trasmissione di agenti patogeni. Lo studio sottolinea pertanto l’importanza di disporre di strumenti analitici specifici per supportare strategie di gestione più efficaci e consapevoli.

Con l’attivazione di questo servizio, l’IZSLER mette a disposizione di enti pubblici e operatori del settore un supporto analitico qualificato per il monitoraggio e la gestione delle popolazioni di roditori, anche in un’ottica di tutela della salute pubblica.

Per informazioni sulle modalità di accesso e sulle tipologie di analisi disponibili, è possibile contattare i laboratori IZSLER competenti tramite i canali istituzionali.