Archivi della categoria: News

ClassyFarm, il modello IZSLER diventa riferimento globale contro l’antibiotico resistenza

vai all’articolo

ClassyFarm, il sistema nato e sviluppato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna in collaborazione con il Ministero della Salute, compie un salto di scala internazionale: la FAO lo ha scelto come piattaforma di riferimento mondiale nella lotta all’antimicrobico‑resistenza. Una decisione che premia l’efficacia scientifica del modello e la sua capacità di ridurre in modo strutturale l’uso di antibiotici negli allevamenti, una delle sfide sanitarie più urgenti del nostro tempo.

«ClassyFarm – spiega il Dott. Giorgio Varisco, direttore generale IZSLER – unisce insieme 4 elementi: consumo di farmaci, livelli di biosicurezza, benessere animale e grado di antibiotico‑resistenza», un approccio integrato che permette di misurare e controllare i fattori che portano all’abuso di antimicrobici. La FAO ha riconosciuto proprio questa forza: la capacità di trasformare dati complessi in strumenti gestionali concreti per gli allevatori, favorendo un miglioramento continuo e misurabile.

Il sistema, oggi adottato dal 98% degli allevamenti italiani, è stato inserito nel progetto globale RenoFarm (Reduce the Need for Antimicrobials for Sustainable System Transformation), il programma decennale lanciato nel 2024 per aiutare i Paesi a ridurre l’uso di antimicrobici nei sistemi agroalimentari. Una scelta motivata dai risultati già ottenuti in Italia: nel settore avicolo la riduzione degli antibiotici ha superato il 90%, mentre nella filiera suinicola ha oltrepassato il 60%, portando alla nascita di allevamenti “antibiotic free”.

Si tratta di una svolta cruciale per la salute pubblica globale. Secondo le stime internazionali, oltre il 70% degli antimicrobici venduti nel mondo viene impiegato negli animali destinati alla produzione alimentare. Senza un’inversione di rotta, entro il 2050 l’antibiotico-resistenza rischia di diventare la principale causa di morte a livello mondiale, superando patologie come tumori e malattie cardiovascolari.

Il salto di scala internazionale è iniziato con la prima missione ufficiale a Chongqing, nell’Ovest della Cina. La delegazione dell’IZSLER, con il fondamentale supporto dell’ IFFSS (International Foundation For Food Security and Safety) ha presentato la piattaforma a istituzioni, Dipartimento agricoltura e sviluppo rurale di Chengdu, ambasciata italiana e ICE (istituto per il commercio estero) (Pechino), Università di Veterinaria, Sichuan Agricultural University  (Chengdu), China Agricultural -university (Pechino) e organizzazioni agricole cinesi, China meat association registrando un forte interesse.

In particolare presso le università sono stati siglati accordi di collaborazione per programmi di studio e ricerca congiunti e presso le istituzioni e associazioni gli incontri hanno avuto l’obiettivo di far conoscere le garanzie scientifiche ed i sistemi di controllo italiani che garantiscono le produzioni nazionali e possono assicurare la sicurezza dell’esportazione anche dei prodotti di salumeria dall’Italia alla Cina  a fronte dell’attuale situazione epidemiologica della peste Suina africana. Il Dott. Giovanni Loris Alborali, direttore Sanitario IZSLER, sottolinea che «il sistema di raccolta e trasparenza dei dati ha dato chiaro esempio di come la gestione nazionale del Ministero della Salute e delle Regioni sia in grado di controllare le malattie negli animali e garantire la sicurezza delle produzioni alimentari», evidenziando come ClassyFarm unisca benessere animale, sostenibilità ambientale e sicurezza alimentare.

 

 

L’interesse cinese ha già portato alla proposta di un progetto pilota dedicato al suino nero locale, che prevede l’applicazione di ClassyFarm nella filiera, e alla firma di un memorandum of understanding con la Sichuan Agricultural University per collaborazioni scientifiche e formazione di ricercatori.

 

 

A Pechino, inoltre, l’incontro con la China Meat Association ha aperto nuove prospettive commerciali. Oltre al valore sanitario, l’adozione globale di ClassyFarm rappresenta un valore aggiunto per l’export agroalimentare italiano. Mostrare ai mercati esteri – come quello cinese – un sistema di controllo scientifico così rigoroso permetterà di aumentare la credibilità e la tutela delle produzioni Made in Italy nel mondo.

AGGIORNAMENTO AFTA EPIZOOTICA: DIFFUSIONE DEL SIEROTIPO AFTOSO SAT 1 IN EURASIA

vai all’articolo

L’afta epizootica è tornata al centro dell’attenzione a causa di nuove dinamiche di diffusione del virus che destano crescente preoccupazione. Tradizionalmente, nei Paesi endemici, si è soliti considerare la malattia come distribuita in “pool” geografici, ciascuno caratterizzato dalla presenza di specifici sierotipi. Negli ultimi anni, tuttavia, questa suddivisione si è rivelata sempre meno rigida. Sempre più frequentemente si osservano infatti incursioni di ceppi appartenenti a determinati pool in aree geograficamente molto distanti dal loro abituale ambito territoriale. Emblematico è il caso dell’introduzione in Nord Africa di ceppi provenienti dal Sud America, così come il più recente spostamento del sierotipo SAT 2, storicamente confinato nel continente africano, verso numerosi Paesi del Medio Oriente.

Attualmente, però, è il sierotipo SAT 1 a suscitare le maggiori preoccupazioni. Anch’esso, fino a tempi recenti, era considerato tipicamente africano. Da gennaio 2025 è stato segnalato in Iraq, Egitto, Kuwait, Turchia, Azerbaijan, Libano, Israele e Cipro. A metà marzo è stato inoltre isolato sull’isola greca di Lesbo, segnando un’ulteriore incursione del virus nel territorio dell’Unione Europea, con il coinvolgimento di bovini e piccoli ruminanti e un totale di 17 focolai.

Nei primi giorni di aprile, il sierotipo SAT 1 è stato identificato anche nella Cina nord-occidentale, nelle regioni di Gansu e Xinjiang Uyghur, al confine con la Russia. Attualmente risultano colpiti 219 animali, appartenenti a due allevamenti, per un totale di 6.299 capi esposti. La crescente dinamicità epidemiologica di questa malattia, associata ad una forte instabilità geo-politica di molti paesi, evidenzia l’importanza di mantenere elevati livelli di allerta, al fine di garantire una risposta tempestiva in caso di introduzione del virus.

Una nuova esperta designata per il Laboratorio di Referenza WOAH per la Mixomatosi

vai all’articolo

Alla fine di marzo, con una comunicazione ufficiale del dott. Baba Soumaré, Vicedirettore Generale della WOAH per International Standards and Science, è stata formalizzata la nomina della nuova esperta designata presso il Laboratorio di Riferimento WOAH per la Mixomatosi dei conigli.

L’IZSLER si conferma, a oggi, l’unico Laboratorio di Riferimento WOAH per questa malattia a livello mondiale, riconoscimento ottenuto nel 2012 e mantenuto nel tempo grazie all’elevata qualità dell’attività scientifica svolta.

La dott.ssa Patrizia Cavadini subentra al dott. Antonio Lavazza, recentemente collocato a riposo. Nel corso degli anni, la dott.ssa Cavadini ha collaborato strettamente con il dott. Lavazza, che ha diretto il laboratorio con grande competenza, contribuendo a renderlo un punto di riferimento internazionale per la mixomatosi.

Alla dott.ssa Cavadini e al suo gruppo di lavoro vanno le congratulazioni per la nomina, con l’augurio di proseguire il percorso di eccellenza tracciato, garantendo continuità, competenza e autorevolezza a livello internazionale.

Sanità pubblica integrata: al via il Master in One Health e ClassyFarm

vai all’articolo

Sanità pubblica integrata: al via il Master in One Health e ClassyFarm

Un percorso formativo per affrontare le sfide della salute globale  tra uomo, animale e ambiente

 

Brescia, 14 aprile 2026 – Prende il via a Brescia il Master universitario di II livello in “One Health e ClassyFarm”, un percorso innovativo dedicato alla formazione di professionisti capaci di affrontare le sfide della sanità pubblica integrata.  Il Master  è promosso dall’Università di Brescia in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna “Bruno Ubertini” (IZSLER) e con la Fondazione Iniziative Zooprofilattiche e Zootecniche “Angelo Pecorelli”.

Il percorso nasce per formare professionisti altamente qualificati in grado di affrontare le sfide della sanità pubblica integrata, secondo l’approccio One Health, che riconosce l’interconnessione tra salute umana, animale e ambientale e rappresenta oggi un riferimento strategico a livello nazionale e internazionale.

Alla conferenza stampa di questa mattina presso la sede della Fondazione, sono intervenuti il Rettore dell’Università di Brescia Francesco Castelli, il Direttore del Master Gianni Gilioli, il Direttore Generale Giorgio Varisco e il Direttore Sanitario Giovanni Loris Alborali in rappresentanza dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna “Bruno Ubertini” (IZSLER) e il Consigliere della Fondazione  Iniziative Zooprofilattiche e Zootecniche “Angelo Pecorelli” Francesco Bettoni.

Il Master offre una formazione avanzata nelle aree della sanità pubblica veterinaria, della sicurezza alimentare e della gestione del rischio lungo le filiere agro-zootecniche. Particolare attenzione è dedicata all’utilizzo del sistema ClassyFarm, strumento innovativo per la categorizzazione delle aziende in base al rischio, che integra indicatori relativi al benessere animale, alla biosicurezza, al consumo di antibiotici e alle rilevazioni al macello, sia nell’ambito dei controlli ufficiali sia dell’autocontrollo. L’obiettivo è quello di sviluppare competenze scientifiche, tecniche e decisionali utili a interpretare i dati, valutare i rischi e supportare processi decisionali efficaci a tutela della salute pubblica.

Formiamo professionisti in grado di governare la complessità dei sistemi sanitari contemporanei, in cui salute umana, animale e ambientale sono strettamente interconnesse“, sottolinea il Prof. Gianni Gilioli, Direttore del Master, “figure capaci di analizzare i dati, valutare il rischio e tradurre le evidenze scientifiche in decisioni operative a tutela della salute pubblica“.

Il Master è strutturato per offrire una visione di elevato valore scientifico che vuole integrare le tematiche trattate in una visione internazionale e garantire l’esperienza operativa necessaria per affrontare le sfide di una moderna e innovativa Sanità Pubblica”, conclude il Dr. Giorgio Varisco Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna “Bruno Ubertini” (IZSLER).

Il Master significa la ripartenza dalla collaborazione storica attuata dagli anni ’70 con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna per rilanciare il livello di competitività del sistema agro-alimentare bresciano in momenti molto complessi in cu i temi dell’internazionalizzazione sono fondamentali per la crescita e lo sviluppo dell’economia e della società dei nostri territori” aggiunge il Dr. Francesco Bettoni, Consigliere della Fondazione Iniziative Zooprofilattiche e Zootecniche.

 

 

Progetto Interreg “SAI: Salvaguardia Acquae Insubriae. Salvaguardare i laghi, proteggere la vita: innovazione e natura in azione”

vai all’articolo

Si è svolto martedì 31 gennaio presso l’Università degli Studi dell’Insubria a Varese il kick-off meeting del progetto Interreg “SAI: Salvaguardia Acquae Insubriae. Salvaguardare i laghi, proteggere la vita: innovazione e natura in azione”.

Il progetto vede coinvolto IZSLER insieme a partner italiani quali ATS Insubria, capofila del progetto, e Università degli Studi dell’Insubria e a partner elvetici quali la Scuola Universitaria Professionale della Svizzera italiana (SUPSI) e il Laboratorio Cantonale del Ticino. Il progetto ha lo scopo di monitorare, tramite un approccio One Health, lo stato di salute dei laghi transfrontalieri insubrici, ovvero il lago Maggiore e il lago di Lugano, attraverso analisi microbiologiche e chimiche su pesci e acque. Per IZSLER saranno coinvolte principalmente le Sedi Territoriali di Binago e Bergamo e il Reparto Chimico di Bologna.

SAI è un’importante occasione di collaborazione transfrontaliera che permetterà agli Enti sanitari coinvolti di sviluppare un approccio comune al monitoraggio sanitario ed ecologico degli ecosistemi acquatici e per affrontare sinergicamente le problematiche sanitarie in ambito lacustre, condividendo protocolli e conoscenze.

 

Allegati:

L’IZSLER ricorda il Dott. Maurizio Zavanella

vai all’articolo

È venuto a mancare, nei giorni scorsi, il dott. Maurizio Zavanella, dirigente biologo dell’Istituto dove ha svolto per intero la sua attività professionale dal 1966 al 1998.

Il dott. Zavanella, laureatosi all’Università di Padova nel 1965 con una tesi sui micobatteri tubercolari e atipici, ha sempre lavorato, tranne una parentesi iniziale (in cui si è occupato di diagnosi delle pesti suine) nel settore della batteriologia. Ha iniziato con la produzione di tubercoline e di antisieri diagnostici da utilizzare nella caratterizzazione delle salmonelle: per queste ultime, si deve a lui la creazione di un servizio centralizzato, dedicato alla sierotipizzazione, attivo ancora oggi.

Ma l’ambito al quale il dott. Zavanella si è maggiormente dedicato è quello della sicurezza alimentare: ha infatti avviato, nel 1972, il laboratorio di microbiologia degli alimenti che ha diretto fino al collocamento a riposo.

Gli va riconosciuto inoltre di avere intuito per primo l’importanza di disporre di protocolli codificati per l’attività di laboratorio, una sorta di embrione di Sistema Qualità che negli anni 1970-80 si tradusse nella redazione dei “Quaderni” che venivano distribuiti a tutte le strutture dell’Istituto.

Infine, ma non da ultimo, il dott. Zavanella teneva particolarmente alla trasmissione delle sue conoscenze, in particolare ai giovani laureati che considerava un po’ tutti suoi allievi: docente alla Scuola per la Ricerca Scientifica ha continuato, dopo la pensione, a organizzare corsi e a realizzare pubblicazioni per la Fondazione Iniziative Zooprofilattiche e Zootecniche fino al 2018.

A lui, per la sua attività professionale, scientifica e didattica va il ringraziamento dell’Istituto: in particolare, ma non solo, il personale che con lui ha collaborato e che successivamente ne ha continuato l’attività ne conserverà sempre un prezioso ricordo.

Concluso il meeting finale di ImdiTBap: risultati condivisi con i partner europei del progetto ICRAD

vai all’articolo

Il 24 marzo si è svolto il sesto e ultimo meeting del progetto ImdiTBap “Improving the diagnosis of tuberculosis in domestic ruminants through the use of new antigens and test platforms”, un momento chiave per fare il punto sui risultati raggiunti e delineare le prospettive future.

All’incontro hanno partecipato i membri del consorzio del progetto europeo ICRAD, con partner presenti in sede provenienti da Spagna e Irlanda, mentre i colleghi di Regno Unito e Turchia si sono collegati da remoto. Tra i partecipanti anche Douwe Bakker, in qualità di scientific advisor, ricercatore di rilievo internazionale noto per i suoi contributi scientifici nello studio della tubercolosi bovina e della paratubercolosi, che ha offerto un prezioso apporto al confronto scientifico.

Il consorzio ha riunito competenze di alto profilo a livello europeo: dalla Spagna hanno partecipato i ricercatori del centro di referenza europeo per la tubercolosi VISAVET e dell’Instituto de Salud Carlos III; per l’Italia erano presenti IZSLER, sede del Centro di Referenza Nazionale per la tubercolosi bovina, e Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, che ospita il Centro di Referenza Nazionale sull’Igiene e le Tecnologie dell’Allevamento e delle Produzioni Bufaline (CRENBUF); dall’Irlanda ha contribuito il laboratorio di ricerca in diagnostica e immunologia della tubercolosi dell’University College Dublin; dal Regno Unito ha partecipato Animal and Plant Health Agency, impegnata nella gestione della tubercolosi bovina e centro di referenza WOAH.

La tubercolosi bovina rappresenta una sfida significativa per la salute animale e pubblica a livello globale, essendo anche una causa rilevante di tubercolosi zoonotica, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito. L’approccio “One Health” riconosce che l’eradicazione della tubercolosi negli animali ha un impatto diretto sulla riduzione della zoonosi nell’uomo.

In questo contesto, il progetto ImdiTBap si è posto l’obiettivo di migliorare le strategie diagnostiche, superando i limiti dei test tradizionali basati su tubercoline (derivati proteici purificati), attraverso l’impiego di antigeni definiti, piattaforme innovative e nuovi test sierologici. Questi strumenti sono stati validati su ruminanti domestici – bovini, caprini e bufali – in diversi contesti epidemiologici, valutando anche l’esposizione ambientale ai micobatteri non tubercolari e identificando le combinazioni ottimali di test per accelerare l’eradicazione della BTB.

Durante il meeting sono stati presentati i principali risultati dello studio, le metodologie adottate e le possibili applicazioni future, confermando la rilevanza internazionale della collaborazione tra i partner.

La partecipazione di team provenienti da diversi Paesi ha favorito uno scambio proficuo di esperienze scientifiche e metodologiche, contribuendo a rafforzare la rete europea di ricerca nel settore veterinario.

Con questo incontro conclusivo, IZSLER conferma il proprio impegno nella ricerca veterinaria di eccellenza e guarda con entusiasmo a future collaborazioni internazionali, nella convinzione che il lavoro condiviso continui a generare innovazione, conoscenza e benefici concreti per la salute animale e la sicurezza alimentare.

 

Sicurezza alimentare ed export: a Bologna il punto sull’inattivazione dei microrganismi nei prodotti a base di latte non pasteurizzato

vai all’articolo

Lunedì 23 marzo 2026, la Sala 20 Maggio della Regione Emilia-Romagna ha ospitato una giornata di aggiornamento di alto profilo istituzionale e scientifico. Il tema centrale, “Processi inattivanti nei confronti degli agenti virali nella filiera dei formaggi a base di latte non pastorizzato”, ha richiamato l’attenzione di esperti del settore, delle autorità competenti e dei rappresentanti dei Consorzi di tutela di Parmigiano Reggiano e Grana Padano. L’evento è stato il risultato di una stretta collaborazione tra il Ministero della Salute, le Regioni Emilia-Romagna e Lombardia e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna (IZSLER).

L’apertura dei lavori è stata caratterizzata dai saluti istituzionali di Massimo Fabi, Assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna, e Alessio Mammi, Assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca. Entrambi hanno sottolineato come la sicurezza alimentare non sia solo un prerequisito di salute pubblica, ma il vero motore economico dell’agroalimentare regionale. Giorgio Varisco, Direttore Generale dell’IZSLER, ha evidenziato come la ricerca applicata sia lo strumento necessario per fornire dati oggettivi alle sfide del mercato globale. Inoltre, ha spiegato che la validazione scientifica dei processi produttivi è l’unico modo per superare barriere tecniche e sanitarie, preparando il settore e le autorità ad affrontare le sfide sanitarie e le nuove malattie che si presenteranno in futuro.

L’intervento di Giovanni Filippini, Direttore Generale per la Salute Animale del Ministero della Salute, ha delineato le strategie nazionali per il contrasto alle minacce epidemiche emergenti, quali la peste suina africana, l’influenza aviaria e la Lumpy skin disease. In un mondo globalizzato, la rapidità di risposta e la solidità dei dati scientifici rappresentano armi indispensabili per proteggere il patrimonio zootecnico nazionale. Su questa scia, Ugo Della Marta, Direttore Generale per l’Igiene e la Sicurezza Alimentare, e Nicola Santini, Direttore dell’Ufficio 9, hanno focalizzato l’attenzione sulle barriere sanitarie che spesso ostacolano il commercio estero. Un caso emblematico è quello del Canada, che richiede garanzie rigorose per l’importazione di formaggi a latte crudo: la dimostrazione scientifica della sicurezza di tali prodotti è, dunque, la chiave per garantire la continuità e lo sviluppo dell’export.

La discussione è proseguita con la presentazione di studi recenti che confermano l’eccezionale profilo di sicurezza dei grandi formaggi duri italiani, come il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano. Ana Moreno e Paolo Daminelli dell’IZSLER hanno illustrato i risultati del “challenge test” condotto sull’inattivazione del virus dell’influenza aviaria durante il processo di caseificazione, analisi quanto mai attuale alla luce dei focolai insorti nei bovini negli Stati Uniti d’America nel 2024. La ricerca ha dimostrato che la sinergia tra l’acidificazione della cagliata e la riduzione del valore di acqua libera garantisce un’inattivazione totale e rapida dei virus influenzali, sia a bassa che ad alta patogenicità (H1N1 e H5N1). I dati indicano infatti che dopo un mese di stagionatura, la carica virale viene completamente abbattuta, azzerando ogni rischio di trasmissione alimentare.

Complementare a questo studio è stata la relazione di Giuseppe Merialdi (IZSLER), il quale ha presentato una revisione sistematica della letteratura scientifica volta a valutare se il processo produttivo dei formaggi sopramenzionati possa essere considerato equivalente alla pastorizzazione. In tale contesto, Merialdi ha introdotto un fondamentale cambio di paradigma, ovvero passare dalla semplice certificazione del prodotto finito alla certificazione di un processo produttivo intrinsecamente sicuro. L’analisi ha confermato che la combinazione di cottura, acidificazione e lunga stagionatura crea un ambiente ostile alla sopravvivenza dei microrganismi. Questi “ostacoli” tecnologici (hurdle technology) garantiscono una riduzione della carica microbica conforme ai più rigorosi standard internazionali, rendendo il prodotto finito completamente sicuro.

L’analisi degli scenari operativi in caso di focolai di malattie infettive animali è stata approfondita da Francesco Maraschi (Direzione Generale Welfare della Regione Lombardia) e da Stefano Benedetti (Settore Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica della Regione Emilia-Romagna). I relatori hanno ribadito le problematiche legate al possibile ingresso di agenti infettivi quali l’afta epizootica e richiamato l’esperienza della Lumpy skin disease, che ha già colpito il territorio con un focolaio in Lombardia causando danni significativi.

Il valore di queste ricerche per il sistema produttivo è stato infine ribadito durante la tavola rotonda che ha visto protagonisti Nicola Bertinelli, Presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, e Angelo Stroppa, del Consorzio del Grana Padano. Entrambi hanno sottolineato come la validazione scientifica dei processi tradizionali sia lo strumento più efficace per difendere il valore delle DOP sui tavoli negoziali internazionali, trasformando la tradizione in un vantaggio competitivo certificato. I lavori si sono conclusi con la discussione in plenaria e la chiusura da parte del referente scientifico Stefano Benedetti, il quale ha ribadito l’importanza della collaborazione tra Ministero, Regioni, Istituto e Consorzi di tutela per farsi trovare pronti di fronte alle nuove sfide sanitarie e garantire la sicurezza dei prodotti tipici nazionali.

Aggiornamento del Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance

vai all’articolo

Con decreto del Direttore Generale n. 63 del 17.03.2026 è stato approvato l’aggiornamento del “Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance”, con l’obiettivo favorire il miglioramento complessivo dell’organizzazione. Il nuovo Sistema sostituisce integralmente il precedente ed entra in vigore a partire dall’attuale ciclo di gestione della performance. A tutela dei valutati, l’Istituto garantisce la più ampia diffusione dei contenuti, in un’ottica di piena trasparenza informativa. Il documento è disponibile nella sezione “Amministrazione Trasparente” al seguente link.

Si invita tutto il personale a prenderne visione

Delegazione del Comune di Brescia in visita all’IZSLER: focus su ambiente e salute pubblica

vai all’articolo

Si è tenuta nella mattina del 10 marzo 2026 una visita conoscitiva presso la sede centrale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna da parte di una delegazione del Consiglio di Quartiere Porta Cremona – Volta di Brescia, accolta dai Direttori dell’Istituto. L’incontro, volto a rafforzare il legame tra le istituzioni cittadine e uno dei centri di eccellenza scientifica del territorio, ha visto anche la partecipazione del Vicesindaco di Brescia, Federico Manzoni.

Durante il confronto sono stati approfonditi i principali ambiti operativi di IZSLER, pilastro fondamentale per la tutela della salute pubblica secondo l’approccio One Health. Tra i temi al centro del tavolo, particolare rilievo è stato dato al monitoraggio dell’inquinamento ambientale e alla lotta contro l’antibiotico-resistenza, sfide globali che vedono l’Istituto impegnato in prima linea con attività di ricerca e diagnostica avanzata.

La mattinata si è conclusa con una visita guidata alle principali strutture e ai laboratori dell’Istituto, permettendo ai rappresentanti dell’Amministrazione Comunale di osservare da vicino le tecnologie e le competenze tecniche che rendono IZSLER un punto di riferimento internazionale nella sicurezza alimentare e nella sanità animale.

Un incontro proficuo che conferma la volontà comune di collaborare per il benessere e la sicurezza della comunità bresciana.