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Concluso il meeting finale di ImdiTBap: risultati condivisi con i partner europei del progetto ICRAD

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Il 24 marzo si è svolto il sesto e ultimo meeting del progetto ImdiTBap “Improving the diagnosis of tuberculosis in domestic ruminants through the use of new antigens and test platforms”, un momento chiave per fare il punto sui risultati raggiunti e delineare le prospettive future.

All’incontro hanno partecipato i membri del consorzio del progetto europeo ICRAD, con partner presenti in sede provenienti da Spagna e Irlanda, mentre i colleghi di Regno Unito e Turchia si sono collegati da remoto. Tra i partecipanti anche Douwe Bakker, in qualità di scientific advisor, ricercatore di rilievo internazionale noto per i suoi contributi scientifici nello studio della tubercolosi bovina e della paratubercolosi, che ha offerto un prezioso apporto al confronto scientifico.

Il consorzio ha riunito competenze di alto profilo a livello europeo: dalla Spagna hanno partecipato i ricercatori del centro di referenza europeo per la tubercolosi VISAVET e dell’Instituto de Salud Carlos III; per l’Italia erano presenti IZSLER, sede del Centro di Referenza Nazionale per la tubercolosi bovina, e Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, che ospita il Centro di Referenza Nazionale sull’Igiene e le Tecnologie dell’Allevamento e delle Produzioni Bufaline (CRENBUF); dall’Irlanda ha contribuito il laboratorio di ricerca in diagnostica e immunologia della tubercolosi dell’University College Dublin; dal Regno Unito ha partecipato Animal and Plant Health Agency, impegnata nella gestione della tubercolosi bovina e centro di referenza WOAH.

La tubercolosi bovina rappresenta una sfida significativa per la salute animale e pubblica a livello globale, essendo anche una causa rilevante di tubercolosi zoonotica, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito. L’approccio “One Health” riconosce che l’eradicazione della tubercolosi negli animali ha un impatto diretto sulla riduzione della zoonosi nell’uomo.

In questo contesto, il progetto ImdiTBap si è posto l’obiettivo di migliorare le strategie diagnostiche, superando i limiti dei test tradizionali basati su tubercoline (derivati proteici purificati), attraverso l’impiego di antigeni definiti, piattaforme innovative e nuovi test sierologici. Questi strumenti sono stati validati su ruminanti domestici – bovini, caprini e bufali – in diversi contesti epidemiologici, valutando anche l’esposizione ambientale ai micobatteri non tubercolari e identificando le combinazioni ottimali di test per accelerare l’eradicazione della BTB.

Durante il meeting sono stati presentati i principali risultati dello studio, le metodologie adottate e le possibili applicazioni future, confermando la rilevanza internazionale della collaborazione tra i partner.

La partecipazione di team provenienti da diversi Paesi ha favorito uno scambio proficuo di esperienze scientifiche e metodologiche, contribuendo a rafforzare la rete europea di ricerca nel settore veterinario.

Con questo incontro conclusivo, IZSLER conferma il proprio impegno nella ricerca veterinaria di eccellenza e guarda con entusiasmo a future collaborazioni internazionali, nella convinzione che il lavoro condiviso continui a generare innovazione, conoscenza e benefici concreti per la salute animale e la sicurezza alimentare.

 

Sicurezza alimentare ed export: a Bologna il punto sull’inattivazione dei microrganismi nei prodotti a base di latte non pasteurizzato

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Lunedì 23 marzo 2026, la Sala 20 Maggio della Regione Emilia-Romagna ha ospitato una giornata di aggiornamento di alto profilo istituzionale e scientifico. Il tema centrale, “Processi inattivanti nei confronti degli agenti virali nella filiera dei formaggi a base di latte non pastorizzato”, ha richiamato l’attenzione di esperti del settore, delle autorità competenti e dei rappresentanti dei Consorzi di tutela di Parmigiano Reggiano e Grana Padano. L’evento è stato il risultato di una stretta collaborazione tra il Ministero della Salute, le Regioni Emilia-Romagna e Lombardia e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna (IZSLER).

L’apertura dei lavori è stata caratterizzata dai saluti istituzionali di Massimo Fabi, Assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna, e Alessio Mammi, Assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca. Entrambi hanno sottolineato come la sicurezza alimentare non sia solo un prerequisito di salute pubblica, ma il vero motore economico dell’agroalimentare regionale. Giorgio Varisco, Direttore Generale dell’IZSLER, ha evidenziato come la ricerca applicata sia lo strumento necessario per fornire dati oggettivi alle sfide del mercato globale. Inoltre, ha spiegato che la validazione scientifica dei processi produttivi è l’unico modo per superare barriere tecniche e sanitarie, preparando il settore e le autorità ad affrontare le sfide sanitarie e le nuove malattie che si presenteranno in futuro.

L’intervento di Giovanni Filippini, Direttore Generale per la Salute Animale del Ministero della Salute, ha delineato le strategie nazionali per il contrasto alle minacce epidemiche emergenti, quali la peste suina africana, l’influenza aviaria e la Lumpy skin disease. In un mondo globalizzato, la rapidità di risposta e la solidità dei dati scientifici rappresentano armi indispensabili per proteggere il patrimonio zootecnico nazionale. Su questa scia, Ugo Della Marta, Direttore Generale per l’Igiene e la Sicurezza Alimentare, e Nicola Santini, Direttore dell’Ufficio 9, hanno focalizzato l’attenzione sulle barriere sanitarie che spesso ostacolano il commercio estero. Un caso emblematico è quello del Canada, che richiede garanzie rigorose per l’importazione di formaggi a latte crudo: la dimostrazione scientifica della sicurezza di tali prodotti è, dunque, la chiave per garantire la continuità e lo sviluppo dell’export.

La discussione è proseguita con la presentazione di studi recenti che confermano l’eccezionale profilo di sicurezza dei grandi formaggi duri italiani, come il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano. Ana Moreno e Paolo Daminelli dell’IZSLER hanno illustrato i risultati del “challenge test” condotto sull’inattivazione del virus dell’influenza aviaria durante il processo di caseificazione, analisi quanto mai attuale alla luce dei focolai insorti nei bovini negli Stati Uniti d’America nel 2024. La ricerca ha dimostrato che la sinergia tra l’acidificazione della cagliata e la riduzione del valore di acqua libera garantisce un’inattivazione totale e rapida dei virus influenzali, sia a bassa che ad alta patogenicità (H1N1 e H5N1). I dati indicano infatti che dopo un mese di stagionatura, la carica virale viene completamente abbattuta, azzerando ogni rischio di trasmissione alimentare.

Complementare a questo studio è stata la relazione di Giuseppe Merialdi (IZSLER), il quale ha presentato una revisione sistematica della letteratura scientifica volta a valutare se il processo produttivo dei formaggi sopramenzionati possa essere considerato equivalente alla pastorizzazione. In tale contesto, Merialdi ha introdotto un fondamentale cambio di paradigma, ovvero passare dalla semplice certificazione del prodotto finito alla certificazione di un processo produttivo intrinsecamente sicuro. L’analisi ha confermato che la combinazione di cottura, acidificazione e lunga stagionatura crea un ambiente ostile alla sopravvivenza dei microrganismi. Questi “ostacoli” tecnologici (hurdle technology) garantiscono una riduzione della carica microbica conforme ai più rigorosi standard internazionali, rendendo il prodotto finito completamente sicuro.

L’analisi degli scenari operativi in caso di focolai di malattie infettive animali è stata approfondita da Francesco Maraschi (Direzione Generale Welfare della Regione Lombardia) e da Stefano Benedetti (Settore Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica della Regione Emilia-Romagna). I relatori hanno ribadito le problematiche legate al possibile ingresso di agenti infettivi quali l’afta epizootica e richiamato l’esperienza della Lumpy skin disease, che ha già colpito il territorio con un focolaio in Lombardia causando danni significativi.

Il valore di queste ricerche per il sistema produttivo è stato infine ribadito durante la tavola rotonda che ha visto protagonisti Nicola Bertinelli, Presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, e Angelo Stroppa, del Consorzio del Grana Padano. Entrambi hanno sottolineato come la validazione scientifica dei processi tradizionali sia lo strumento più efficace per difendere il valore delle DOP sui tavoli negoziali internazionali, trasformando la tradizione in un vantaggio competitivo certificato. I lavori si sono conclusi con la discussione in plenaria e la chiusura da parte del referente scientifico Stefano Benedetti, il quale ha ribadito l’importanza della collaborazione tra Ministero, Regioni, Istituto e Consorzi di tutela per farsi trovare pronti di fronte alle nuove sfide sanitarie e garantire la sicurezza dei prodotti tipici nazionali.

Aggiornamento del Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance

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Con decreto del Direttore Generale n. 63 del 17.03.2026 è stato approvato l’aggiornamento del “Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance”, con l’obiettivo favorire il miglioramento complessivo dell’organizzazione. Il nuovo Sistema sostituisce integralmente il precedente ed entra in vigore a partire dall’attuale ciclo di gestione della performance. A tutela dei valutati, l’Istituto garantisce la più ampia diffusione dei contenuti, in un’ottica di piena trasparenza informativa. Il documento è disponibile nella sezione “Amministrazione Trasparente” al seguente link.

Si invita tutto il personale a prenderne visione

Delegazione del Comune di Brescia in visita all’IZSLER: focus su ambiente e salute pubblica

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Si è tenuta nella mattina del 10 marzo 2026 una visita conoscitiva presso la sede centrale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna da parte di una delegazione del Consiglio di Quartiere Porta Cremona – Volta di Brescia, accolta dai Direttori dell’Istituto. L’incontro, volto a rafforzare il legame tra le istituzioni cittadine e uno dei centri di eccellenza scientifica del territorio, ha visto anche la partecipazione del Vicesindaco di Brescia, Federico Manzoni.

Durante il confronto sono stati approfonditi i principali ambiti operativi di IZSLER, pilastro fondamentale per la tutela della salute pubblica secondo l’approccio One Health. Tra i temi al centro del tavolo, particolare rilievo è stato dato al monitoraggio dell’inquinamento ambientale e alla lotta contro l’antibiotico-resistenza, sfide globali che vedono l’Istituto impegnato in prima linea con attività di ricerca e diagnostica avanzata.

La mattinata si è conclusa con una visita guidata alle principali strutture e ai laboratori dell’Istituto, permettendo ai rappresentanti dell’Amministrazione Comunale di osservare da vicino le tecnologie e le competenze tecniche che rendono IZSLER un punto di riferimento internazionale nella sicurezza alimentare e nella sanità animale.

Un incontro proficuo che conferma la volontà comune di collaborare per il benessere e la sicurezza della comunità bresciana.

Milk Day 2026

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Il 9 Marzo 2026, presso l’aula Gualandi dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna, si terrà la seconda edizione del Milk Day, evento rivolto a tutti i portatori di interesse coinvolti nelle attività del pagamento Latte Qualità (Allevatori, Caseifici, Primi Acquirenti, Veterinari) nel corso del quale saranno presentati i dati qualitativi del latte crudo, frutto dell’attività svolta dal Reparto Produzione Primaria, in collaborazione con il Centro di Referenza Nazionale per la qualità del latte bovino.

L’incontro vuole anche essere l’opportunità per la presentazione di nuove metodiche analitiche ed offrire un momento di confronto e dialogo sulle tematiche più attuali del latte crudo alla produzione primaria.

La partecipazione, gratuita, potrà avvenire in presenza, sino ad esaurimento dei posti disponibili e previa registrazione tramite il portale della formazione, o in collegamento da remoto seguendo le istruzioni in allegato.

 

ALLEGATI:

Corso di abilitazione al prelievo del latte di massa

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La determinazione dei parametri qualitativi e igienico-sanitari del latte trova il suo fondamento nella corretta attività di prelievo del latte di massa. Infatti, solo se l’esecuzione del prelievo e la conservazione del campione sono eseguite correttamente è possibile garantire l’affidabilità dei risultati analitici per le diverse finalità. Il corso ha l’obiettivo di addestrare e abilitare gli operatori del settore al prelievo di campioni di latte di massa in allevamento. La sua organizzazione, a cura della U.O. Veterinaria Direzione Generale Welfare della Regione Lombardia, dell’Area Sanità Veterinaria e Igiene degli Alimenti Regione Emilia-Romagna con la collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, avverrà nelle date e secondo le modalità riportate nell’opuscolo in allegato.

 

Allegati:

Piano Integrato di Attività e Organizzazione 2026–2028

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Il Consiglio di Amministrazione, con Delibera n. 1 del 22 gennaio 2026, ha approvato il “Piano Integrato di Attività e Organizzazione 2026–2028” (PIAO). Il Piano è stato redatto in coerenza con le nuove Linee guida del Dipartimento della Funzione Pubblica, approvate a fine 2025, che rafforzano l’integrazione tra le diverse sezioni del PIAO, promuovono la semplificazione degli adempimenti e pongono al centro la creazione di Valore Pubblico quale criterio guida dell’azione amministrativa.

Rispetto alle precedenti edizioni, il documento si presenta più interattivo, grazie a una struttura dinamica e ad una modalità di consultazione che rende più agevole la navigazione tra le varie sezioni e l’individuazione dei contenuti.

La predisposizione del documento è il risultato di un lavoro coordinato e trasversale che ha coinvolto professionalità sanitarie e amministrative, in un’ottica di collaborazione e integrazione delle competenze. Il PIAO 2026–2028 è consultabile sul sito istituzionale nella sezione Amministrazione TrasparenteDisposizioni generaliPiano integrato di attività e organizzazione, al seguente link: https://trasparenza.izsler.it/

L’Italia alla guida della strategia globale “5G”: IZSVe e IZSLER designati Centro di Referenza FAO per la riduzione degli antimicrobici

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Legnaro (Padova) / Brescia, 12 febbraio 2026 – L’eccellenza della sanità veterinaria italiana al servizio della salute pubblica globale: l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia-Romagna (IZSLER) sono stati ufficialmente designati Centro di Referenza FAO per la riduzione degli antimicrobici nelle aziende agricole per la trasformazione sostenibile dei sistemi agroalimentari (RENOFARM – Reduce the Need for Antimicrobials on Farms for Sustainable Agrifood Systems Transformation).

Si tratta del primo polo di eccellenza a livello mondiale incaricato di fornire supporto tecnico-scientifico alla FAO su un tema cruciale per il futuro del pianeta. Il traguardo, raggiunto grazie al supporto del Ministero della Salute, vede l’Italia protagonista nella trasformazione sostenibile dei sistemi agroalimentari grazie all’eccellenza scientifica dei due Istituti.

 

La leadership scientifica: le dichiarazioni dei Direttori Sanitari

 La guida operativa del polo è affidata ai Direttori Sanitari dei due Istituti, il dott. Giovanni Cattoli (IZSVe) e il dott. Giovanni Alborali (IZSLER), che hanno sottolineato la portata globale dell’incarico.

“Sono molto orgoglioso di questa designazione, sono stati premiati l’impegno e la competenza professionale dei nostri Istituti in un settore critico e fondamentale per la sanità pubblica” commenta il Direttore sanitario dell’IZSVe dott. Giovanni Cattoli. “L’antimicrobico-resistenza continua a rappresentare una delle principali minacce per la salute pubblica a livello globale. Negli ultimi anni, la maggior parte dei paesi europei, tra cui l’Italia, è riuscita a ridurre l’uso di antimicrobici negli allevamenti a fronte di un consumo umano rimasto pressoché stabile. Insieme ai colleghi dell’IZSLER intendiamo proseguire il nostro impegno in questa direzione, grazie anche alla solida collaborazione che abbiamo sviluppato con la FAO, in particolare con la Divisione produzione e salute animale, in attività finalizzate a ridurre la necessità di utilizzo degli antimicrobici. Vi sono infatti dati che indicano come, a livello globale, l’impatto della antimicrobico-resistenza sia ancora elevato nei paesi con limitate risorse economiche, dove l’utilizzo degli antimicrobici è meno regolato e controllato”.

Il dott. Giovanni Alborali ha aggiunto: “La designazione rappresenta un riconoscimento importante della professionalità e della lungimiranza dei nostri Istituti nei confronti della sanità animale e della protezione del consumatore. Siamo particolarmente orgogliosi di mettere a disposizione di altri Paesi l’esperienza acquisita negli anni consolidata con la preziosa collaborazione dei colleghi dell’IZSVe e riconosciuta dalla FAO. Abbiamo iniziato questo percorso più di 10 anni fa con il Progetto Classyfarm voluto dal Ministero della Salute e realizzato dall’IZSLER. L’obiettivo è stato quello di offrire soluzioni concrete per il controllo dell’antibiotico resistenza, la tutela della salute pubblica e la sostenibilità delle produzioni.

Ad oggi si toccano con mano i primi risultati dell’applicazione del Sistema Classyfarm in Italia. Il consumo degli antibiotici negli allevamenti è stato ridotto notevolmente a fronte di un miglioramento del livello di benessere degli animali e di biosicurezza degli allevamenti. Basti pensare che l’utilizzo di antibiotici è diminuito del 96% e 92% rispettivamente nel settore del pollo da carne e dei tacchini. Il trend di riduzione si è confermato rilevante anche nei suini all’ingrasso (64%) e nelle bovine da latte (37%). L’applicazione del Sistema in altri Paesi, ove l’attenzione all’utilizzo di antibiotici è minore, rappresenta una grande opportunità offerta dalla FAO per dare un nostro contributo alla riduzione dell’impatto globale dell’antibiotico resistenza”.

L’uso improprio ed eccessivo degli antimicrobici in ambito sanitario e nel settore agroalimentare non solo favorisce il fenomeno della resistenza, riducendo l’efficacia dei farmaci negli animali e nell’uomo, ma ha un impatto significativo sulla produzione alimentare, sull’economia del comparto agrozootecnico e sull’ambiente. In questa prospettiva, il Centro di Referenza RENOFARM della FAO avrà il compito di promuovere sinergie, condividere esperienze e conoscenze e rafforzare le capacità di monitoraggio e controllo delle realtà coinvolte, mettendo a disposizione competenze scientifiche e servizi tecnici per attività di formazione, sviluppo di comunità di pratiche, webinar, workshop e meeting.

 

L’importanza strategica del Centro: il Modello “5G”

 Il nuovo Centro di Referenza agirà come motore operativo per l’implementazione globale dei pilastri “5G” definiti dalla FAO:

  • Good Governance: sostenere l’antimicrobial stewardship basata su ClassyFarm, il sistema implementato dall’IZSLER per il Ministero della Salute per classificare gli allevamenti in base al loro rischio per la sanità pubblica veterinaria, in particolare in relazione al consumo di antimicrobici e alla resistenza antimicrobica;
  • Good Health: garantire l’appropriatezza diagnostica (progetto condiviso dalla rete degli IIZZSS con leadership Ministeriale) e il monitoraggio ambientale al fine di migliorare l’uso appropriato degli antimicrobici, condurre studi sull’epidemiologia genomica dei patogeni per ridurre la diffusione delle malattie animali e migliorarne il controllo attraverso vaccini e vaccinazioni;
  • Good Practices: condurre valutazioni aziendali basate sul rischio e supportare l’implementazione delle buone pratiche di produzione, al fine di ridurre la necessità di antimicrobici e ad un loro uso prudente e responsabile, anche attraverso piani di vaccinazione mirati;
  • Good Production: raccogliere dati di allevamento relativi allo stato sanitario, alla produzione animale, alla nutrizione e al benessere; effettuare valutazioni in macello sullo stato di salute e sul benessere animale;
  • Good Economics: valutare l’impatto della resistenza antimicrobica sull’economia del comparto agrozootecnico e sulla produzione alimentare mediante indagini sul campo e raccolta di dati relativi al benessere animale e alla biosicurezza.

 

Una proiezione internazionale “One Health”

 I Direttori Generali, la dott.ssa Antonia Ricci (IZSVe) e il dott. Giorgio Varisco (IZSLER), hanno espresso profonda soddisfazione per un riconoscimento che consolida la credibilità della rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (IIZZSS). L’istituzione del Centro segna una nuova fase: l’approccio One Health diventa operativo, integrando salute umana, animale e ambientale per contrastare un fenomeno che non solo minaccia l’efficacia dei farmaci, ma incide profondamente sull’economia zootecnica e sulla sicurezza alimentare globale.

 

One Health e Classyfarm: aperte le iscrizioni al Master di II livello per l’a.a. 2026/2027

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Sono ufficialmente aperte le procedure di ammissione per la prima edizione del Master di II livello in “One Health e Classyfarm”. Il percorso formativo, nato dalla prestigiosa sinergia tra l’Università degli Studi di Brescia, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna “Bruno Ubertini” e la Fondazione Iniziative Zooprofilattiche e Zootecniche “Angelo Pecorelli”, punta a formare i professionisti della sanità pubblica del futuro.

Il Master si distingue per la visione integrata della salute umana, animale e ambientale, riflettendo la vera essenza dell’approccio One Health: le lezioni saranno tenute da esperti di medicina umana, medicina veterinaria, scienze agrarie e ambientali, in una sinergia fondamentale per affrontare le sfide sanitarie globali, dalle zoonosi emergenti alla gestione della resistenza antimicrobica, dove la salute dell’uomo, degli animali e dell’ecosistema sono interdipendenti.

Nonostante il cuore tecnico del Master sia il sistema ClassyFarm, strumento cardine per la categorizzazione del rischio nelle aziende zootecniche, il programma amplia gli orizzonti dell’insegnamento formando su competenze trasversali e conoscenze sempre più richieste dal mercato e dalle istituzioni. Sono infatti previsti moduli dedicati alle tecniche di divulgazione verso il grande pubblico e gli stakeholder di settore, all’analisi del quadro legislativo nazionale ed europeo e alle dinamiche di governance sanitaria, e ad approfondimenti sull’evoluzione delle richieste di mercato e sulle risposte della filiera agroalimentare.

Alternando la didattica frontale ad un tirocinio pratico, i partecipanti acquisiranno competenze immediatamente spendibili in enti sanitari, centri di ricerca, organismi di controllo e aziende della filiera agroalimentare.

Sul sito dell’Università degli Studi di Brescia è possibile consultare il bando completo.

Le candidature dovranno essere presentate entro le ore 12:00 di lunedì 23 marzo 2026.

Antibiotico-resistenza: nella Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria a Milano un evento per creare consapevolezza e strategie collettive

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Si è svolto il 25 gennaio 2026, presso l’Università degli Studi di Milano, un seminario dal titolo “La forza della diversità per una salute unica. La professione veterinaria tra competenze e prevenzione”, riguardante il tema dell’antibiotico-resistenza ed organizzato in occasione della prima Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria.

L’evento, nato dalla proficua collaborazione tra il Dipartimento di Medicina Veterinaria e Scienze Animali dell’Università Statale di Milano e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e sanitario, dei servizi veterinari e della ricerca, offrendo un confronto di qualità sui temi della prevenzione in ottica One Health, approccio che sottolinea l’interconnessione tra salute dell’uomo, dell’ambiente e degli animali.

La giornata si è aperta con i saluti di figure istituzionali nazionali, quali la Senatrice della Repubblica Maria Cristina Cantù – promotrice della Legge 1° aprile 2025, n. 49 che ha istituito la Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria – l’Assessore al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso, il Direttore Generale Welfare di Regione Lombardia Mario Melazzini ed anche il Direttore Generale IZSLER Giorgio Varisco.

I relatori della mattinata, tra i quali anche alcuni professionisti dell’IZSLER, hanno affrontato temi di fondamentale importanza, quali la prevenzione dell’antibiotico-resistenza, il ruolo del medico veterinario nella gestione responsabile del farmaco e la necessità di porre la scienza al servizio della salute collettiva con la creazione di strategie condivise ed interdisciplinari.

La Giornata della Prevenzione Veterinaria ha rappresentato un’occasione per riflettere sull’importanza della prevenzione a garanzia della salute pubblica e a favore di tutti gli esseri viventi e dell’ambiente, tematiche attuali e di fondamentale importanza dal punto di vista socioeconomico e scientifico.